Archivi tag: carnaval

Carnevale Uruguay 2017

Benvenuti al Carnevale uruguaiano, il Carnevale più lungo del mondo in un paese piccolo del Sudamerica!

Questa volta abbiamo visitato il Carnevale di Lagomar, Ciudad de la Costa, circa 24 km da Montevideo la capitale. In Uruguay si festeggia per 40 giorni e le sfilate si spostano di città in città..ripercorrendo così tutto il paese. Quindi se pensavate che il più lungo carnevale fosse in Brasile vi sbagliavate!

Bienvenidos al Carnaval mas largo del mundo, el carnaval de Uruguay!

Esta vez visitamos en Carnaval de Lagomar en Ciudad de la Costa, 24 km desde la capital Montevideo. En Uruguay se celebra por 40 dias el Carnaval y por eso es el mas largo del mundo! Quien pensaba que lo de Brasil fuera el mas largo se equivocò.

mama-vieja

Le bellissime “mama vieja” che rappresentano le signore di colore come dignità della donna “nera”, cioè afro-uruguaiana.

mama-vieja-b-negro

Las hermosas “mamas viejas”que representan la dignidad de la mujer afro en Uruguay.

mama viejas con senior.jpg

tamburista

Il Candombe….parte importante del Carnaval dell’Uruguay.

El Candombe es una parte importante del Carnaval de Uruguay.

tambor.jpg

bandera.jpg

bailarinas

Le ballerine tipiche del Carnevale uruguaiano, simili a quelle del Brasile.

Las bailarinas típicas del Carnaval de Uruguay,parecidas a las del Brasil.

DSC_3103.JPG

chica

Yemayà

Yemayà la regina delle acque, la Dea del mare

Questa divinità nasce dal popolo africano degli yoruba (Nigeria, Benin, Ghana, Camerun, Congo e Togo) ed è la madre di tutti gli orisha che sono le semidivinità. Essa è anche la regina dal mare e viene invocata per protezione, soprattutto per le donne in gravidanza, ma anche per purificazione o aiuto in generale. Si chiede la manifestazione nel suo aspetto materno, perché esiste anche un altro aspetto di Yemayà che è simboleggiato dal mare in tempesta.

Esistono diverse versioni del nome come per esempio: Yemayà, Imanja, Jemanja, Yemaya e molte altre. La tradizione crede che questa Dea sia nata dalla spuma del mare, la figura è come quella della “Grande Madre” (Dea della famiglia, dell’amore e della fertilità) di diverse tradizioni e ha insegnato l’amore a tutti gli orishas.

Questa divinità del mare arriva in Sudamerica dall’Africa insieme agli schiavi africani. Durante l’epoca della evangelizzazione degli schiavi africani, l’immagine originale della Dea (pelle più scura) venne convertita con il tempo in una Dea quasi cattolica a Mariana di pelle bianca ed un vestito azzurro lungo simile alla Stella Maris, Madonna dei Naviganti. Divenne così anche dea dei pescatori e delle imbarcazioni.
In questo modo gli schiavi hanno potuto continuare a praticare la loro religione, mascherando la loro sotto vesti cristiane, dando origine ad una festa religiosa unica.

Oggi questo culto viene praticato ancora in Brasile, Haiti, Cuba e Uruguay, cioè in tutti i paesi dove sono stati trasportati gli schiavi provenienti del golfo di Guinea.

yamanja festival
immagine da http://www.animez.info

 

Il 2 febbraio di ogni anno si festeggia la Iemanja a Montevideo e non solo…un po’ in tutto l’Uruguay. I fedeli arrivano già presto sulla spiaggia per lasciare le loro offerte, ma arrivano durante tutto la giornata. I rituali si celebrano sulla spiaggia Ramirez a Montevideo, dove la sera quando tramonta il sole affluiscono più persone. Qui le persone partecipano ai riti Umbandisti, ed è possibile comprare candele blu, garofani bianchi, barchette, fiori o altro da donare al mare, o meglio alla Dea del mare.

La statua di Yemayà è ricoperta di vesti blu e bianchi, fiori e circondata da candele.
Gli abiti da cerimonia degli Umbandisti sono bianco per gli iniziati nuovi, gonne lunghe per le donne e colori vistosi per i fedeli d’alto rango.

Le figure della  Mãe (madre in brasiliano) e il Pai (padre in brasiliano) che indossano i colori più forti guidano il rito. Inoltre intorno si suonano i tamburi a ritmo di candombe e canzoni. L’atmosfera decisamente mistica è resa ancora più tale con i sacrifici di piccoli animali, gesti sciamani, gioielli, profumi e le angurie che vengono utilizzate come barchette per i doni che vengono abbandonati al mare. Impossibile non farsi travolgere dalla curiosità… in questa cerimonia c’è tanto fascino e anche storia e cultura nascosta. Troviamo un po’ di Africa nascosta nella religione cattolica che si festeggia in Sudamerica.

Carioca Beaches
© Dario De Dominicis/LUZphoto

 

Yemayà, la Reina del Mar y de las aguas

Esta Diosa nace de un grupo etno-lingüístico de Africa (Nigeria, Benin, Togo) llamado yoruba  y es la madre de todas los orishas (semidioses).

Yemayá es el océano, la esencia de la maternidad y protectora de los recién nacidos, ella es la madre protectora. La diosa del Mar que se llama para pedir protección en su aspecto materno, porque existe también otro que es lo de la mar con temporal. Hay diferentes versiones de su nombre como: Yemayà, Imanja, Jemanja, Yemaya y muchos mas. La tradición cree que la diosa nació desde la espuma del mar, la “grande madre” (diosa de la familia, del amor y de la fertilidad) de distintas tradiciones y elle enserio también el amor a las orishas.
En Cuba es La Virgen de Regla y en Venezuela es La Virgen del Valle.

Yemayà la diosa del mar llega a Sudamerica desde Africa juntos a los esclavos. Durante la época de la evangelización de los esclavos africanos la imagen original de la diosa con piel más oscura fue convertida poco a poco en una diosa casi católica, Mariana de piel blanca con un vestido azul largo parecido a lo de Estrella Maris, la Madonna de los navegantes. De esta manera ella se volvió también diosa de los pescadores y de las embarcaciones. Los esclavos así pudieron seguir practicando la religión de ellos, escondiéndose detrás de la religión católica. Ellos dieron origen a esta fiesta religiosa única de la Yemayà.

Hoy este culto se celebra todavía en Brasil, Haiti, Cuba y Uruguay, o sea en muchas playas del paìs donde llegaron los esclavos desde el golfo de Guinea.

Cada 2 de febrero se celebra la Yemayà en Montevideo y un poco en todo Uruguay. Los creyentes llegan temprano y durante todo el día a la playa para dejar ofrendas al mar para la diosa. Los rituales se celebran en la playa Ramirez en Montevideo, donde la tarde con el atardecer la playa se llena. Aquí la gente participa a los rituales umbandistas y se pueden comprar velas azules, claveles blancos, barquitos, flores y mas ofrendas para el mar para rendir homenaje a la Reina del Mar. La celebración religiosa se transformó en una festividad popular que integra a la diversidad.

Yemanyà
http://www.gagdaily.com

La estatua de la divinidad está decorada con vestidos azules y blancos, flores y rodeada por velas. Los vestidos de la ceremonia de los umbandistas son blancos para los nuevos, faldas largas para las mujeres y colores vivos para los fieles de alto rango.
Las figuras de la  mãe y del pai visten con colores vivos y guían los rituales. Alrededor tocan los tambores a ritmo de candombe y se cantan canciones. La atmósfera es muy mística, aquí se encuentran sacrificios de pequeños animales, gestos chamanicos, joyas, perfumes y sandias que se utilizan para formar barcos con ofrendas para abandonar al mar.

Es imposible quedar indiferente …esta ceremonia es religiosa, pero también lleva mucha cultura e historia escondida. Cada año el 2 de febrero cien mil de personas llegan a las playas entre fieles, curiosos y turistas para participar al festival de Yemanyà, la diosa africana llegada a Sudamerica!

 

Candombe Uruguayo

DSC_2714

Il candombe è una manifestazione di origine africana e che acquisisce più significato nella cultura uruguaiana negli ultimi duecento anni, dopo che l’UNESCO l’ha riconosciuto come Patrimonio dell’umanità. Tale manifestazione culturale prende le sue origini in Sudamerica con l’arrivo degli schiavi africani. In Argentina ed in Brasile esistono anche alcune manifestazioni proprie di candombe.

Il candombe uruguaiano attualmente si suona con tre tamburi chiamati: chico, repique e piano e si fonde con altri strumenti come il piano, la chitarra o altri. Il candombe nasce nell’epoca coloniale dagli schiavi africani che arrivarono al porto di Montevideo che allora era il principale centro commerciale per il commercio di schiavi insieme a Cuba. Così si trasformò anche nel più grande mezzo di comunicazione, danza e religione. La parola Candombe appare per la prima volta scritta grazie allo scrittore Isidoro de Maria (1808-1829)

DSC_2696

La origine del candombe risale al 18esimo secolo nel Virreinato del Rìo de la Plata (ciò che oggi è Argentina e Uruguay) con i suoi tamburi e la gente tipica. Il candombe nasce in Angola ed arrivò con gli schiavi africani venduti soprattutto a commercianti portoghesi in Sudamerica nel 17 esimo e 18 esimo secolo. Contiene elementi della religione bantú e di quella cattolica. Coloro che colonizzarono il Brasile (zona di Salvador de Bahia), Cuba e di Rio de la Plata con le capitali di Buenos Aires e Montevideo sono i portatori della stessa cultura. Dietro ad ogni religione ci sono storie diverse e abbigliamenti diversi per i festeggiare i giorni festivi della cultura e della religione.

I neri africani si mescolano con la cultura comune di ogni paese. Il candombe si convertì in un emblema che rappresenta le persone di colore, grazie ad alcune famiglie e gruppi che hanno rafforzato l’ambiente del candombe.

Il Tango, la Milonga e il Candombe sono parte della stessa radice africana ma con evoluzioni diverse.

Oggi il candombe in Uruguay è la parte più importante del Carnevale. Ballerine e tamburi si preparano tutto l’anno per questo evento, sfilano per le strade dei paesi e delle città prima di sfilare nel carnevale uruguaiano!

DSC_2712

DSC_2708

El candombe es una manifestación cultural de origen negro – africano y que tiene mas significado en la cultura uruguaya en los últimos doscientos años, porque fue reconocido por la Unesco como Patrimonio de la Humanidad. La
manifestación cultural tiene su origen con la llegada de los esclavos de África. En Argentina y Brasil existen en menor medida manifestaciones propias de candombe.

El candombe uruguayo actualmente se toca con tres tambores: chico, repique y piano y se fusiona con piano, guitarra, y otros instrumentos.
El candombe nace en la época colonial por los africanos esclavos que llegaban en el puerto de Montevideo que era el principal centro comercial de trata de esclavos junto a Cuba, y se transformó como el mayor medio de comunicación, danza y religión. Por primera vez la palabra aparece escrita por el escritor Isidoro de Marìa (1808-1829).

DSC_2728

La origen remonta al siglo 18 en el Virreinato del Rìo de la Plata (lo que hoy es Argentina y Uruguay) con tamboril y gente típica. El candombe viene de la actual Angola y llegó desde ahí a Sudamérica en los siglos 17 y 18 por los esclavos vendidos en algunos países de Africa por tratantes principalmente portugueses. El candombe tiene elementos de la religión bantú y la católica. Lo que colonizaron Brasil (la zona de Salvador de Bahìa), Cuba y el Rìo de la Plata con Buenos Aires y Montevideo son portadores de la misma cultura. Detrás de cada región hay historias distintas y la vestimenta se utilizaba en días de fiesta para conmemorar los días religiosos de la cultura.

Los negros se mezclaron con la cultura común de los países. El candombe se convertiò en emblema que representa la negritud, gracias a algunas familias y grupos que se fortalecieron en torno al candombe.

El Tango, la Milonga y el Candombe forman un tríptico musical proveniente de la misma raíz africana con evoluciones distintas.

Hoy el Candombe en Uruguay es la parte más importante del Carnaval. Bailarines y tambores se preparan todo el año para el evento …desfilando por las calles de pueblos y ciudades antes de desfilar en el Carnaval uruguayo!

DSC_2741

DSC_2751