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Sierra de las animas, Maldonado

La Sierra de las animas (550 m slm) prende il suo nome da diverse leggende e rappresenta un escursione nella natura camminando fino a Cañadón de los Espejos. Un luogo magico a solo un ora e mezza di distanza da Montevideo, a pochi km da Piriapolis e a 60 km da Punta del Este.

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Si racconta che in queste montagne si rifugiavano gli indigeni Charrua quando gli spagnoli  colonizzarono questa regione uruguaiana, finché vennero uccisi dai conquistatori. La leggenda racconta che di notte si possono vedere i riflessi dei loro spiriti. Questo ha dato il nome alla Sierra de las Animas.

Il parco è formato da un insieme di montagne, tra cui il Cerro Chico alto 380 m ed il Cerro de las Animas alto 501 m che rappresenta il secondo colle più alto dell’Uruguay.

Le montagne sono di origine vulcanica e risalgono a circa 500 milioni di anni.

Attraversiamo il bosco autottono umido e fresco , grandi prati dove pascolano le mucche e poi passiamo per pietre giallastre per salire le rocce. Qui in questa sierra (montagna alta 500 m) troviamo i famosi pozzi azzurri da dove nasce anche la sorgente dell’acqua NATIVA marca uruguaiana. Acqua bella fresca e pulita, che però è a grave rischio a causa dei campi di soja che si stanno coltivando nella zona. I pesticidi inquinano queste acque, i locali protestano  contro i proprietari stranieri e le multinazionali che investono nella zona ancora intatta.

 

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Attraversiamo una bellissima flora e fauna per arrivare dopo circa 3 km alla cascata della sierra, che purtroppo non aveva molta acqua in quel momento. La laguna però  ha acqua freschissima nella quale ci si può rinfrescare e nuotare un po’.

Charles Darwin era arrivato in questo posto affascinato dalla flora e fauna in stato selvaggio, per studiarla. Oggi si cerca di proteggere questo parco il più possibile e si permettono le visite solo in certi giorni e in un orario definito.  Una guida porterà i visitatori fino alle cascate e informerà sulle piante e gli animali del posto.

 

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La Sierra de las animas (550 m ) toma  su nombre de diferentes leyendas y representa  una excursion trekking hasta el Cañadón de los Espejos. Un lugar màgico que se encuentra solo a una hora y media de Montevideo, pocos km de Piriapolis y 60 km desde Punta del Este.

Una leyenda cuenta que en estas sierras buscaban refugio los Charruas cuando los españoles colonizaron la región. Esos indigenas murieron a manos de los conquistadores y se dice que durante la noche se puede ver el resplandor de sus espíritus. Es así que nace el nombre de Sierra de las Animas, conocida también como Sierra de las Almas.

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El parque está formado por un conjunto de sierras, entre estos el Cerro Chico de 380 metros de altura, y el Cerro de las Ánimas,  (501 metros) este  es el segundo cerro más alto del país.  Las sierras son de origen volcánico y tienen  aproximadamente 500 millones de años.

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Charles Darwin estudió el monte indígena cuando llega a Uruguay, fascinado por su flora y fauna en estado salvaje.

En estas  Sierras encontramos el Cañadón de los Espejos y los Pozos Azules. Se trata de pozos de agua que se nutren de manantiales, agua de lluvia y una corriente que tiene su naciente en el Cerro de las Ánimas.  Aquí nace también la famosa agua NATIVA , marca uruguaya. Los pozos tienen un color azul por la cantidad de los minerales que tienen.

Mucha riqueza natural del paisaje se ve gracias a las cascadas, un bosque agreste y virgen, y flora y fauna autóctona. Lamentablemente los pozos azules están amenazados por los fertilizantes que se utilizan en los campos de soja. Los locales luchan contra las multinacionales extranjeras que contaminan las aguas locales por intereses personales. Se trata de mantener la zona lo más incontaminado que se pueda.

Por esta razón el parque tiene días para las visitas y también un horario desde las nueve de la mañana hasta la tarde. Se puede ingresar con un guía de la Red animas, que les contara también sobre la flora y fauna del lugar y los llevar hasta las cascadas.

 

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Q’eros, gli ultimi Inca

Sciamanesimo andino e saggezza divina

Alla scoperta di quest’avventura esoterica andina così per caso. Un tuffo in questo mondo che ha cambiato e migliorato il mio modo di vivere e di vedere le cose.

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Dalle montagne sacre di Ausangate in Perù si divulga in tutto il mondo la conoscenza dimenticata da coloro che per 500 anni sono stati i suoi guardiani: i Q’eros i discendenti diretti dagli INCA.

Cusco è l’antica capitale dell’impero incaico ed è proprio lì che vive la popolazione che prende il nome della regione montuosa di Q’ero. Oggi esistono più o meno 300 famiglie che vivono in un area distribuita di alcuni chilometri quadrati tra i 3300 e 4800 m di altitudine. Queste famiglie vivono di pastorizia, lama e vigogne.

I Q’ero sono gli unici eredi della tradizione spirituale incaica e che parlano il quechua ancora oggi.  Ai tempi della conquista spagnola gli sciamani-sacerdoti si rifugiavano in quei luoghi per fuggire all’inquisizione. I sacerdoti infatti erano perseguitati e anche molto temuti dato che erano considerati “adoratori del demonio”. Secondo la loro scrittura in Perù ci fu uno dei più grandi genocidi della storia dell’uomo.

Le leggende dei vecchi Q’ero raccontano che i sacerdoti pregarono gli Spiriti Signori delle montagne di aiutarli. Le montagne (Apu) infatti iniziarono a franare sugli inseguitori e mandarono nebbia fitta per costringerli ad interrompere l’inseguimento. Così gli Q’ero hanno vissuto per 500 anni isolati, senza contatto nemmeno con i peruviani per custodire la loro tradizione incaica con la conoscenza magica spirituale.

Solo da poco tempo si sono aperti al mondo esterno dato che inizia la 1 epoca del PACHAQUETQ cioè il ribaltamento del mondo- in cui “ ciò che è sotto sarà sopra”, che precede al MOSOQ’ la nuova era, durante il quale i loro valori si affermeranno con l’arrivo di una nuova coscienza del mondo.

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le Kuyas che avevamo sotterrato per tutta la notte

Così anch’io mi sono tuffata nell’avventura del mondo magico dei Q’ero, grazie ad uno sciamano spagnolo che è stato iniziato dagli Inca in Perù ed è venuto a visitarci in Uruguay.

Ho iniziato il primo corso del sud della Ruota Medicinale , intenso ed efficace. Ho imparato la tecnica e gli strumenti su come svegliare CHI SIAMO realmente e ricevendo trasmissioni energetiche attraverso quattro passi: rompere la propria identificazione con le emozioni, lasciare la differenziazione reinventando la mente, integrando a connettersi con il proprio ESSERE non manifestato ed il mondo invisibile e trascendere a vivere in modo consapevole nel eterno presente e fuori dalla linea del tempo.

 

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la mia iniziazone

 

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il fuoco sacro del mese

 

Chamanismo andino y sabiduría divina

Una nueva aventura esoterica de los Andes me estaba esperando así sin planificarla. Me tiré en este mundo que en parte cambio y mejor mi forma de vivir y ver las cosas.

Desde las montañas sagradas de Ausangate en Perù se transmite en el mundo por los Q’eros los conocimientos olvidados.  Los Q’eros son los discendientes directos de los INCA que han sido guardianes de estos conocimientos sagrados durante 500 años.

Cusco es la antigua capital del imperio inca y es ahí donde vive la población con el mismo nombre de la región entre las montañas: Q’ero. Hoy día existen mas o menos 300 familias que viven en una área de unos quilómetros cuadrados entre 3300 y 4800 m de altura. Esas familias viven de ganado, llamas y vicuñas.

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ofrendas para la pachamama que van al fuego

Los Q’eros son los únicos herederos de la tradición espiritual inca y que habla el idioma quechua hasta hoy. En los tiempos de la conquista española los chamanes-sacerdotes  se escondían  en estos lugares para escaparse de la inquisición. Ellos estaban muy perseguidos porque se consideraban “adoradores del demonio”. Según la escritura de ellos, el màs grande genocidio de la historia humana ocurrió en Perù!

Las leyendas de los viejos Q’eros cuentan que los sacerdotes rezaron a los Espiritus Señores  (Apu) de las montañas para que los ayudaran. Los Apu empezaron a frenar los persiguidores mandandole niebla. Asì hicieron marcha atras y los dejaron en las montañas.

 

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Así fue que los Q’eros vivieron durante 500 años aislados, sin contacto ninguno, excepto para el comercio. De esta manera pudieron mantener la tradición inca pura y conservar la magia espiritual. Solamente desde poco tiempo se abrieron al mundo externo con el comienzo de la 1 época del PACHAQUETQ, el volcarse del mundo en el cual “lo que esta abajo estará arriba”, antes del MOSOQ’, la nueva era donde los valores triunfaron con la llegada de una NUEVA CONCIENCIA DEL MUNDO.

Así yo también empezé con esta nueva aventura del mundo mágico de los Q’eros, gracias a un chaman español Jordi Lopez  que fue iniciado por los Inca en Perù y que vino a visitarnos a Uruguay por primera vez.

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Empezé el primer curso del la RUEDA MEDICINAL. Aprendí unas técnicas para como despertar quienes somos y  recibí transmisiones energéticas con cuatro pasos: romper la propia identificación con las emociones, dejar la diferenciación re-inventando la mente, integrar conectando con mi Ser no manifestado y el mundo invisible y transcender viviendo despierto en el eterno presente y afuera de la linea del tiempo.

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ofrendas para el fuego

 

 

 

Uruguay, la Svizzera del Sudamerica

Uruguay è il paese per chi ha voglia di scoprire mete nuove, fuori dai soliti viaggi turistici e poco conosciuto dagli europei.

 

L’Uruguay il cui nome ufficiale è República Oriental del Uruguay, veniva chiamata anche “la Svizzera dell’ America Latina” (nome dovuto alla sua stabilità economica e politica) è un paese piccolo situato al cosiddetto cono sud tra Argentina e Brasile, con una superficie di 176.215 km² e con 3.300.000 abitanti. La capitale è Montevideo, conta con 1,38 milioni di abitanti ed è situata nella parte meridionale del paese, si affaccia sulla riva settentrionale del Rio de la Plata. Città sempre ventilata e quindi anche poco inquinata.

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Uruguay è uno Stato suddiviso in 19 dipartimenti con alcune città importanti come Montevideo , Colonia, Ciudad de la Costa e Salto. Il clima è sempre umido, ci sono le quattro stagioni e d’inverno le temperature arrivano anche a 0 o meno gradi, mentre d’estate anche ai 30 gradi.

Inoltre trovate dieci cose da visitare in Uruguay   nell’articolo Scorci di mondo!

Un po’ di storia

Si presume che fino dal VII millennio a. C. il paese fosse abitato da piccoli gruppo di popolazioni nomadi, la prima stanziale importante furono una tribù chiamata Charruas.

La storia ufficiale inizia dal 1516 quando Juan Dias de Solis raggiunse il paese per la prima volta dal Rio de la Plata e avvenne la sua “scoperta”. Questa è la versione spagnola. Mentre i portoghesi volevano che fosse scoperta due anni prima da loro. Nel 1624 si fondò il primo insediamento stabile a Villa Soriano sulle rive del Rio Negro. Nella epoca successiva avvennero diversi sconti tra portoghesi e spagnoli e nel 1726 venne fondata Montevideo.

Un personaggio importante da nominare è Josè Gervasio Artigas che diventò eroe nazionale uruguaiano che organizzò una rivolta contro la Spagna con buon esito. Dieci anni più tardi la Provincia Oriental del Rio de la Plata, l’Uruguay era chiamato così allora, fu annesso al Brasile nel 1816 con l’invasione ludo-brasiliana.

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Il 25 agosto del 1825 dopo numerose rivolte se ne staccò e diventò la federazione regionale con le Province Unite del Rio de la Plata (l’odierna Argentina) si trattava di un annessione. Insieme combatterono contro il Brasile in una guerra di 500 giorni. Non vinse nessuno e nel 1828 il Regno Unito promosse il Trattato di Montevideo, che rese l’Uruguay un paese completamente indipendente.

L’immigrazione europea

A fine del XIII secolo iniziarono le immigrazioni provenienti specialmente dall’Europa. L’influenza di molti italiani, francesi e tedeschi si può notare ancora oggi nei loro cognomi. Molti immigranti sono discendenti dagli italiani e ciò si riflette anche nella cultura e nei cibo. In Uruguay alcuni piatti tipici sono i ñoquis (gli gnocchi), i canelones (i cannelloni), fideos con tuco (pasta al ragù) che riflettono la nostra tradizione gastronomica a parte il famoso asado (grigliata saporita con la miglior carne del paese) e altri piatti creoli e varietà di dolci, come torta frita e alfajores, il famoso chivito al pan (vedi foto) Da non dimenticare è il mate, il tè sudamericano che in Uruguay si beve a tutte le ore del giorno.

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Il chivito al pan contiene carne, uovo, pancetta, insalata,pomodori, olive e salse.

 

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Il mate con il termo e bombilla (cannuccia di acciaio)

Una curiosità:

Il 29 di ogni mese si mangiano gli gnocchi! Questa è una antica tradizione tramandata da padre a figlio. Si lasciava una banconota sotto ciascun piatto. Una tradizione che ricorda la necessità di ricorrere ai piatti più poveri a fine mese prima di ricevere lo stipendio.

In questo paese troviamo una mescolanza di razze: indigene, creole, africane ed europee. L’arrivo degli africani schiavi ha influenzato anche le credenze e le religioni. Infatti la religione ufficiale in Uruguay è la cattolica, con minoranze protestanti ed ebree, ma è anche molto diffusa la religione afro-cattolica chiamata Umbanda (proveniente dal Brasile ).

Uruguay è anche il paese del calcio! Qui le partite sono sacre e le vittorie vengono festeggiate con petardi e fuochi d’artificio. E’ obbligatorio essere tifosi di una squadra, spesso ti chiedono “ Tifi per Peñarol, o Nacional”?
Lo stadio Centenario di Montevideo è il più famoso.

Un’altra curiosità:

Il Tero (la pavoncella del Cile) è il simbolo nazionale dell’Uruguay. Quest’uccello lascia le sue uova nel prato del campo, anche nello stadio. I Tero non possono assolutamente essere rimossi. Prima delle partite le uova vengono spostate fuori dal campo per poi essere rimesse a fine partita. Spesso durante le partite tra i giocatori si possono vedere i simpatici Tero che girano in mezzo al campo per cercare le uova.

Da non perder sono anche i tramonti uruguaiani!

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Uruguay, la Suiza de Sudamerica

Uruguay es un país poco conocido por los europeos y ofrece un viaje  con destinaciones nuevas lejos de los usuales viajes turísticos.

 

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El nombre oficial dell’Uruguay es República Oriental del Uruguay, era conocido también como la “Suiza de la America Latina”, gracias a su estabilidad económica y política.

Uruguay es un país pequeño ubicado en el cono sur entre Argentina  y Brasil, tiene una superficie de 176.215 km² y tiene 3.300.000 de habitantes.  La capital es Montevideo, que conta con 1,38 millones de habitantes y esta ubicada en la parte sur de Uruguay frente al Rio de la Plata. La capital siempre esta ventilada y no es tan contaminada como muchas ciudades de Sudamerica.

Uruguay está dividido en 19 departamentos con algunas ciudades importantes como Montevideo, Colonia, Ciudad de la Costa y Salto. El clima suele ser húmedo, hay cuatro estaciones y en invierno las temperaturas pueden bajar también a 0 o bajo 0, en verano llegan a 30 y mas grados con mucha humedad.

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 La imaginación europea

A finales del siglo XIII empezaron imigrar los europeos hacia Uruguay. Hoy se nota la influencia italiana, francesa y alemana en este país, como también en los apellidos. Muchos inmigrantes son descendentes de italianos y eso se refleja en la cultura y en las comidas, donde la criolla se mezcló con la “tana”. Algunos platos típicos son los ñoquis (gli gnocchi), los canelones (i cannelloni), fideos con tuco (pasta al ragù) y el buenísimo asado con la mejor carne uruguaya. También hay variedad de dulces y pasteles caseros, la torta frita, alfajores y el chivito al pan que se encuentra en todos los restaurantes de Montevideo. Todo esto puede ser acompañado por el mate, el tè sudamericano.

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Mate con termo y bombilla

Una curiosidad sobre los ñoquis

El 29 de cada mes se comen  ñoquis en Uruguay! ?Que hay detrás de esta costumbre?Es una costumbre que se pasó de padre a hijo. Antiguamente se dejaba un billete por debajo de cada plato. La tradición acuerda la necesidad de comer los “platos mas pobres” a final de mes antes que se cobrara. Hoy todavía en muchas casas se comen ñoquis el 29 de cada mes.

La influencia afro

En Uruguay encontramos una mezcla de razas: indigena, criolla, afro y europea.

La llegada de los africanos con la esclavitud influyó mucho en las creencias y en las religiones del país. La religión oficial es la católica, con una menoría de protestantes e judìos y la religión Umbanda de origen afro-cattolica también que viene de Brasil es muy conocida.

También el Carnaval de Uruguay tiene una importante influencia afro. El desfile de Carnaval está acompañado por el Candombe, los tambores afro que siguen el ritmo con sus bailarinas. Ademas encontramos muchos personajes interesantes que desfilan.

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Una mama vieja de origen afro tipica del Carnaval de Uruguay.

 

Lo que no hay que perderse en Uruguay son los amaneceres y los atardeceres con sus colores increíbles!

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Parque Nacional Cabo Polonio

Una gita per scoprire questo stupendo Parco Nazionale dei leoni marini a Cabo Polonio, Rocha in Uruguay….quasi al confine con il Brasile!

Un luogo naturale che conserva la sua fauna e flora e dove si rispetta anche la sua protezione. Infatti al Cabo Polonio entrano solo veicoli autorizzati, e noi entriamo con dei camion organizzati e lasciamo la macchina al parcheggio a 6 km.

Una excursión para descubrir los lobos marinos en este lugar hermoso que es el Parque Nacional de Cabo Polonio, en el departamento de Rocha en Uruguay…casi en la frontera con Brasil!

Un lugar natural que conserva su flora y fauna gracias al respeto que se brinda a la naturaleza. De hecho en el Cabo Polonio se entra solo con vehículos autorizados. Nosotros entramos con el camión organizado desde el lugar y dejamos el coche en el parking a 6 km de distancia.

 

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La vista del paesino del Cabo Polonio si presenta così con qualche casetta sparsa nel deserto di spiaggia e vegetazione. Intorno solo pace e natura.

El pueblito del Cabo Polonio se presenta solo con algunas casita en el medio del desierto de playa y vegetación. Alrededor se encuentra solo paz y naturaleza.

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Le meravigliose capanne colorate e los ranchos che si trovano sparsi nella zona.

Los ranchos típicos del lugar, con madera de diferentes colores, se encuentran por todos lados.

 

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Ed infine arriviamo alle rocce dove prendono il sole i leoni marini. Una riserva, dove si deve rispettare la fauna. Vietato avvicinarsi più di 20 m agli animali!

Por fin llegamos a ver los lobos marinos que toman el sol sobre las rocas. Una reserva donde se respeta la fauna, está prohibido acercarse màs de 20 m a los lobos marinos!

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Salto del Penitente, Minas

La cascata del penitente. Esploriamo questa parte selvaggia all’entroterra dell’Uruguay.

Situato a 25 km della città di Minas, dipartimento Lavalleja, il Salto del Penitente è una cascata di oltre 60 m all’interno del parco Parque Municipal Salto del Penitente grande 60 ettari ed è la cascata più alta dell’ Uruguay.

Durante la nostra vacanza nella splendida regione interna decidiamo di cercare questo posto magico un po’ nascosto. Non ci sono molte indicazioni per arrivarci. Ad un certo punto della strada principale Ruta 8 (a circa km 134) si prende una stradina sterrata a destra per circa 18 km fino al parco dove di prosegue poi a piedi. Per raggiungere la cascata bisogna camminare un po’ e salire dei gradini ripidi.

 

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La cascata è circondata dalla foresta e bei alberi che ci fanno ombra, dato che fa molto caldo. Una volta arrivati ci tuffiamo nell’acqua fresca e cristallina sotto la cascata, dove si trova un piccolo laghetto e varie piscine naturali che si formano.

Più avanti si trova il monte indigena che è abbastanza grande per essere una collina. Proseguendo ancora per la stradina si arriva il fiume stesso.
Il nome della cascata si deve alla forma delle rocce nei dintorni che ad un monaco in penitenza.

Il parco conta anche con un ristorante che offre piatti tipici e un luogo di ristoro con vista sulla cascata. Si tratta di una costruzione moderna costruita con legna ed enormi vetrate per poter osservare meglio il paesaggio spettacolare. Nel complesso turistico c’è anche la possibilità di pernottamento sia in stanza che non. Per chi preferisce può anche alloggiare in campeggio nei dintorni e affittare un cavallo per passeggiate in campagna.

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Salto del penitente , Minas-Lavalleja

El Salto del Penitente esta ubicado a 25 kilómetros de la ciudad de Minas. Se trata de una caída de agua de más de 20 metros de altura, que se encuentra en un parque de igual nombre. Por su gran belleza natural, es uno de los lugares más visitados por el turismo en el departamento de Lavalleja.

El parque está a la altura del kilómetro 134 de la Ruta 8. Un camino de balastro de 10 kilómetros que nos lleva al salto y sus sierras que lo rodean. El monte indígena està ubicado màs adelante y tiene considerables dimensiones. Si se sigue el camino se llega al arroyo que esta bordeado por montes indígenas y camalotes.

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El nombre del salto se debe a las singulares formaciones rocosas de su entorno, que se parecen a la figura de un monje en penitencia.

Apenas se llega al parque se tiene que aparcar el coche y seguir caminando, no hay acceso al salto de otra manera, porque el camino es empinado y sinuoso. Bajando por la escalera se llega a la cascada que esta rodeado por vegetación silvestre. Las aguas limpias del salto nos invitan a bañarnos en el lago pequeño.

A un lado del salto se encuentra el complejo turístico y el parador panorámico con vista hermosa sobre la cascada y el valle. La construcción del parador es moderna hecha con maderas y grandes ventanas que ofrecen el escenario maravilloso de la naturaleza. El restaurante ofrece platos típicos de comida de la zona. Aquí es posible también pasar la noche y alquilar caballos para dar un paseo tranquilo en la naturaleza.

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Parco Salus e la Leggenda del Puma

 

La Sorgente del Puma è l’acqua imbottigliata dalla famosa acqua uruguaiana  Salus, considerata la più pura del mondo.

Il Parco Salus costituisce una riserva ecologica con importanti esemplari forestali e una grande quantità di specie identificate.

Il sentiero principale porta alla pianta di imbottigliamento e alla sorgente. Si arriva anche all’ostello. Passando i sentieri stretti dopo la sorgente si arriva alla Città di Minas e anche ad Aguas Blancas (Ruta, strada 81). Tutto il parco contiene circa 70 km di sentieri adatti anche da percorrere in bici, specialmente in mountain bike.
Qui regna la pace e si può godere della natura incontaminata del parco all’interno del paese.

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Il Parco Salus si trova al km 109,500 dalla Ruta 8 (strada 8) a 10 km dalla città di Minas, dipartimento di Lavalleja in Uruguay.
Tra i boschi selvaggi ed una fitta vegetazione nasce la sorgente dell’acqua Salus, nascosta nella foresta della Coronilla in una tipica valle ai piedi delle colline Ceballos e di las Águilas a Minas. Gli indigeni furono in primi a scoprire questa sorgente miracolosa che nasce dalla pietra e le proprietà dell’acqua curativa. Gli ammalati arrivarono presto da ogni parte del paese per poter godere dei benefici curativi di quest’acqua.
La sorgente è conosciuta come “La sorgente dei talas della salute”  (talas è un tipo di albero uruguaiano) e si trova a 268 m sopra il livello del mare e non si è mai riuscito a calcolare con esattezza il caudale, sboccia 24 ore al giorno. Il nome si deve ai suoi poteri curativi e anche al luogo dove è situato. La foresta è circondata da molti alberi chiamati talas e anche da altre specie autoctone della zona.

Nel 1902 si inizia a imbottigliare l’acqua della sorgente e anche a sviluppare il parco, l’ostello e l’impianto industriale. L’ostello conta con 12 stanze, sale per eventi, feste e congressi.

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La Leggenda del Puma

La leggenda locale racconta che un puma trovò una grotta dalla quale ebbe origine acqua pura diversa da altre acqua. Lui ne fece la sua casa. I viandanti che passavano per la zona bevevano quell’acqua considerata miracolosa per le sue proprietà benefiche e curative. Questi percepivano anche la presenza del puma nella zona che custodiva come un guardiano fedele. La notizia della grotta si diffuse velocemente in tutto il paese e la sorgente fu conosciuta presto come Sorgente del Puma. Dopo un po’ di tempo il puma comprese che le persone che passavano di lì non erano malintenzionate e lasciò il luogo. Quindi le persone da allora possono avvicinarsi liberamente e godere dei benefici di quest’acqua. Lo spirito del puma continua essere presente in quel luogo e anche nell’acqua stessa. Qualche visitatore dice di aver visto diverse volte la silhouette del puma nel bosco.

La leggenda racconta anche che ogni volta che si beve l’acqua della sorgente si riceve lo spirito del puma, ma anche la sua forza e vitalità insieme al compito di proteggere questo luogo così speciale, proprio come faceva lui il guardiano!

 

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Parque Salus, Leyenda del puma

La Fuente del Puma es el agua embotellada por el agua mineral Salus y está considerada la más pura del mundo.

El Parque Salus constituye una reserva ecológica con importantes ejemplares forestales y con una gran variedad de especies que están identificado y descrito por medio de carcelería.

El camino principal conduce a la planta embotelladora y a la fuente. De ahí también se llega al parador. Por los caminos estrechos pasando la fuente se llega a la Ciudad de Minas y al balneario Aguas Blancas (Ruta 81). El entero parque contiene alrededor de los 70 km de senderos para bicicletas por eso es ideal también para ir en Mountain Bike.

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El Parque de Salus está ubicado en el km 109,500 de la Ruta 8, a 10 kilómetros de la ciudad de Minas, departamento de Lavalleja de Uruguay. Ahí entre las sierras y una densa vegetación brota el agua Salus, nace de un manantial oculto en la Sierra de la Coronilla, en un típico valle al pie de los cerros Ceballos y de las Águilas en Minas. Los indios fueron los primeros en descubrir el nacimiento de este milagro de la piedra y las propiedades curativas del agua. Los enfermos llegaron desde diferentes partes del paìs para poder disfrutar del efecto curativo del agua.

Esta fuente conocida como “La fuente de los talas de la salud “ este ubicada en 268 metros sobre el nivel del mar y tiene un caudal que no se ha nunca calculado exactamente brotando continuamente las 24 horas del día.

Su nombre “Fuente de los talas de la salud” se debe a sus poderes curativos y también a su ubicación. La sierra està rodeada por estos árboles y de otras especies autóctonas de la zona.

En el año 1902 se comenzó a embotellar el agua de la fuente y también se desarrolló el parque, se creó el parador y la planta industrial. El parque tiene también un parador con 12 habitaciones, salas para eventos, fiestas y congresos.

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La leyenda del Puma en el Parque Salus

Según la leyenda local, un puma encontró una gruta de la que salía agua pura y diferente de las otras. El la hizo su hogar. Visitantes que pasaban por la zona paraban y tomaban esta agua considerada milagrosa por sus propiedades curativas. Ellos advirtieron la presencia del puma en esta zona que la cuidaba como un guardián. La noticia de la gruta y del puma llega pronto por todas partes y el manantial fue pronto conocido como Fuente del Puma. Pasando el tiempo el puma comprendió que los humanos que pasaron por ahí no eran mal intencionados y así dejo de custodiarlo. Las personas desde entonces podían acercarse libremente.

El espíritu del puma sigue presente en la calidad del agua y de su entorno. Se dice haber visto su silueta en el bosque varias veces. Cuenta la leyenda que cada vez que se bebe el agua de la fuente se recibe el espíritu del puma, junto a su fuerza y vitalidad y con la tarea de proteger la ecología y este lugar en especial.

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La Strada dei murales

Un viaggio per conoscere i murales nel paesino Villa de 25 de Agosto, nel dipartimento di Florida Uruguay

 

La Villa de 25 Agosto si trova nel dipartimento uruguaiano di Florida al sud- est del paese, vicino al fiume Rìo Santa Lucìa e il torrente (arroyo) de la Virgen facendo confine con le regioni Florida, Canelones e San Josè. Il paesino dista 80 km dalla capitale Montevideo ed è uno dei pochi paesi del Uruguay che conta con una stazione ferroviaria funzionante che offre viaggi per la capitale e per le vicine città di Florida e San José.

Anche qui come nella maggior parte dei paesi uruguaiani si vive tranquilli. Il tempo trascorre lento e il traffico non esiste. Si sentono solo passare le biciclette, cantare gli uccellini ed il rumore del treno quando passa. Qui si vive l’Uruguay Natural grazie ai paesaggi, la pace, il fiume, i boschi, la pianura con gli animali che pascolano e la semplicità di questo luogo.

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La Villa 25 de Agosto si distingue da altri paesi per i mi di 60 murales sulle pareti delle case. Nel 2012 la pittrice francese Leo Art arrivata in questo luogo si è innamorata del paesino e iniziò a insegnare agli abitanti la sua arte aprendo un Atelier. Da allora Leo insieme ai suoi alunni ha elaborato una serie di murales sulle facciate delle case dando colore e vita al paese. Sulle pareti viene realizzato ciò che il proprietario vuole rappresentare. I temi sono opere che vanno dal naturalismo al espressionismo fino ad arrivare a opere mistiche. Il movimento è un iniziativa degli abitanti del paese e non di artisti, cioè lo rende ancora più speciale!

 

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La stazione del treno del paese 25 de Agosto offre viaggi quotidiani per Montevideo e le altre città per le persone che vanno a lavorare. A volte si effettuano corse speciali come per esempio il fine settimana per portare i turisti a conoscere la “Ruta del los Murales”- La Strade dei murales. A settembre 2015 si è aggiunto un Vagone Atelier al treno, per presentare una mostra di quadri e per poter godersi meglio questa nuova attrazione turistica patrimoniale.

Questo viaggio offre la possibilità di godersi appieno il paesaggio attraverso la natura e anche per conoscere il campeggio lì vicino al fiume. Gli abitanti raccontano con orgoglio del movimento artistico dei murales. Un viaggio in questo paesino uruguaiano di Florida vale sicuramente la pena se si decide di visitare questa parte del paese!

 

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Murales en la Villa de 25 de Agosto, Florida

Un recorrido lento por un pueblo uruguayo…todo natural y colorido: La Ruta de los Murales

La Villa de 25 Agosto se encuentra en el departamento uruguayo de Florida. Esta ubicado en el suroeste del país, cerca del Rìo Santa Lucìa y el arroyo de la Virgen, coincide con el limite entre Florida, Canelones y San José. La distancia de la capital Montevideo es de 80 km. La Villa es uno de los pocos pueblos en Uruguay que tiene ferrocarril con viajes diario para la capital Montevideo, y tambien para Florida y San José.

En este pueblo también como en la mayoría de los pueblos uruguayos se vive tranquilos. El tiempo transcurre lento y casi no hay trafico. Se escuchan solo bicicletas y pájaros y de vez en cuando el tren que paso por la vía. Aquí se percibe el Uruguay Natural gracias a los paisajes, la paz, el río cercano, bosques, la llanura con animales y la sencillez de este lugar.

 

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La Villa 25 de Agosto se distingue de otros pueblos por los mas de 60 murales en las paredes de las casas. En 2012 la pintora francesa Leo Art se enamora de este pueblo, y cuando llegó empezó a enseñar a los pobladores a pintar en su atelièr. Desde entonces ella junto a sus alumnos elabora una serie de murales en las fachadas de las casas que dan color y vida al pueblo. En las paredes de las casas se dibuja lo que el dueño de la casa quiere representar.
Los temas de las obras van del naturalismo al expresionismo y pueden incluir hasta composiciones místicas.
El movimiento es una iniciativa de los habitantes no de artistas famosos y por eso es tan especial!

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En 25 de Agosto hay también una estación de tren, desde aquí se llega a Montevideo. La gente del pueblo se va a trabajar en tren.
A veces se realizan corridas especiales como en el fin de semana para llevan a turistas a conocer la “Ruta de los Murales”. En setiembre 2015 eso se añaden al tren normal el Vagón Atelier, donde se presenta una exposición de cuadros y donde poder disfrutar de este nuevo atractivo turístico – patrimonial.
Este representa un paseo para poder disfrutar del paisaje, caminar en la naturaleza y del camping cerca del río. Los habitantes cuenta con orgullo del movimiento de murales, o sea artístico. Un viaje que vale la pena si se decide de pasar por el departamento de Florida en Uruguay!

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Aqui un video  La Historia de Leo con entrevista al artista Leo.

 

Fuente fotos:

https://blogdethemis.wordpress.com/2016/01/21/el-pueblo-que-pinta-murales-25-de-agosto-uruguay/