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La quebrada de los cuervos

La quebrada de los cuervos (gola dei corvi) rappresenta una gola stretta nel dipartimento uruguaiano Treinta y Tres , zona naturale protetta con un rilievo che arriva ad un massimo di 300 m di altezza. Il suo nome proviene dalla presenza del corvo con la testa rossa che spesso si vede sorvolare la gola.

 

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Il parco di circa 365 ettari fu un regalo da parte del Dr. Francisco Dicasio Oliveres al municipio di Treinta y Tres nel 1944. Per molto tempo si mantenne il suo stato naturale grazie anche al difficile accesso che lo mantenne sconosciuto al pubblico.

Nel 1986 il parco venne riconosciuto da Wilson come area naturale protetta per legge e fu la prima di questo genere in Uruguay.

Nel 1994 vennero scoperte 100 specie di uccelli, 20 tipi di mammiferi, 18 tipi di anfibi e 20 tipi di pesci. Inoltre si constatarono 224 specie di alberi autoctoni di cui 87 si trovano in questa gola.

 

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Dal 2008 la Quebrada de los Cuervos, come  pionera nella protezione ecologica, venne riconosciuta dal Gobierno del Uruguay come “paesaggio protetto” dal decreto di legge con  i suoi 4.413 ettari e si incluse nel Sistema Nazionale delle zone protette (SNAP).

L’area include servizio campeggio e bungalow con molti servizi turistici che vanno da visite guidate a ristorante, sempre rispettando la zona e l’ambiente.

Per visitare la quebrada è necessario farlo negli orari di visita e pagando una piccola quota.

 

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Nella quebrada  troviamo un microclima subtropicale che è in contrasto con le colline e pianure circostanti. Quindi ospita una flora e fauna particolare in un intorno paesaggistico unico del paese.  Il fiume Yerbal Chico scorre sopra il letto di pietre e sabbie sottili e che diventa altamente cristallino offre un acqua potabile al 100%.

 

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La quebrada de los cuervos

La quebrada de los cuervos representa una garganta estrecha en el interior del departamento de Treinta y Tres de Uruguay. Se trata de una zona natural protegida por un cerro que llega alrededor de los 300 m de altura. Su nombre se debe a la presencia del cuervo de cabeza roja que vuela en los cielos de la quebrada.

 

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El parque de 365 ha fue un regalo de Dr. Francisco Dicasio Oliveres para la intendencia de Treinta y Tres en el 1994.  Durante mucho tiempo se mantuvo su estado natural gracias también a su difícil acceso que lo mantuvo desconocido al publico.

En el 1986 el parque fue reconocido por el intendente Wilson como área natural protegida por ley y fue la primera de este tipo  en Uruguay.

En el 1994 se descubrieron 100 especies de pájaros, 20 tipos de mamìferos, 18 de anfibios y 20 especies de peces. Tambien se constataron 224 especies de arboles autoctono y 87 de esos se encuentran en la quebrada.

 

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Desde el  2008 la Quebrada de los Cuervos, como pionera en la protección ecologica, fue reconocida como un paisaje protegido por el gobierno del Uruguay , con sus 4413 ha y fue incluido en el Sistema Nacional de las zonas protegidas (SNAP).

La area incluye camping y cabañas con muchos servicios turísticos que van de visitas guiadas hasta restaurantes, siempre respetando a la naturaleza y al ambiente.

Para visitar la quebrada es necesario hacerlo durante los horarios de visita y pagando una pequeña entrada.

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En la Quebrada de los cuervos encontramos un microclima subtropical que crea un contraste con los cerros y las llanuras alrededor.  Su flora y fauna es particular en un paisaje único del paìs. El rio Yerbal Chico fluye sobre un lecho de piedras y arena fina y sus aguas se ponen muy cristalinas y ofrece una agua 100 % potable.

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Frammenti di Carnevale 2018

Il Carnevale più lungo del mondo è proprio in Uruguay, e anche quest’anno abbiamo visitato la sfilata a Salinas.

El Carnaval mas largo del mundo se celebra en Uruguay, este año fuimos a verlo en Salinas.

 

Diversi personaggi come la mama vieja, artisti di strada, ballerine, venditori ambulanti, tamburi sfilano per la strada principale riempendo la notte di colori. Carnevale 2018

Los personajes y las comparsas son artistas, bailarinas, mamas viejas y los tambores por la calle principal que llenan la noche de colores.

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I bambini con i loro tamburi partecipano attivamente al candombe.

Los niños pequeños aprendieron a tocar el tambor en ritmo de candombe.

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Il venditore di carta tagliata rappresenta un personaggio autentico dell’Uruguay., che non faceva parte della sfilata!

El vendedor de papeles picados es un personaje real tipico de Uruguay…no era parte del desfile!

Le bandiere che sventolano nell’aria sopra le teste delle persone del pubblico. Toccare la bandiera è di buon auspicio. Ogni gruppo che passa ha la propria bandiera personalizzata con un significato preciso.

Las banderas que tocan casi las cabezas de las personas en el publico. Cada grupo tiene sus banderas personalizadas que tienen una historia y un significado.

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Il candombe  è la parte fondamentale e la musica del Carnevale uruguaiano!

El candombe es la parte mas importante, el alma del Carnaval..la musica que se escucha en el desfile.

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Le bellissime MAMA VIEJA accompagnata dal signore con barba, chiamato gramillero un curandero.

Las preciosas Mama Viejas con gramillero. Ella representa la dignidad de las mujeres negras y el Senior es un curandero.

 

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Ogni gruppo o comparsa ha colori diversi e figure che simbolizzano qualcosa. Nell’ultimo tamburo le mani incatenate rappresentano gli schiavi africani che lottavano per la loro libertà.

Cada gruppo o comparsa tiene un tema e color distinto,  en el ultimo encontramos las manos en cadenas, que representa los esclavos africanos que luchaban por la libertad.

 

Q’eros, gli ultimi Inca

Sciamanesimo andino e saggezza divina

Alla scoperta di quest’avventura esoterica andina così per caso. Un tuffo in questo mondo che ha cambiato e migliorato il mio modo di vivere e di vedere le cose.

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Dalle montagne sacre di Ausangate in Perù si divulga in tutto il mondo la conoscenza dimenticata da coloro che per 500 anni sono stati i suoi guardiani: i Q’eros i discendenti diretti dagli INCA.

Cusco è l’antica capitale dell’impero incaico ed è proprio lì che vive la popolazione che prende il nome della regione montuosa di Q’ero. Oggi esistono più o meno 300 famiglie che vivono in un area distribuita di alcuni chilometri quadrati tra i 3300 e 4800 m di altitudine. Queste famiglie vivono di pastorizia, lama e vigogne.

I Q’ero sono gli unici eredi della tradizione spirituale incaica e che parlano il quechua ancora oggi.  Ai tempi della conquista spagnola gli sciamani-sacerdoti si rifugiavano in quei luoghi per fuggire all’inquisizione. I sacerdoti infatti erano perseguitati e anche molto temuti dato che erano considerati “adoratori del demonio”. Secondo la loro scrittura in Perù ci fu uno dei più grandi genocidi della storia dell’uomo.

Le leggende dei vecchi Q’ero raccontano che i sacerdoti pregarono gli Spiriti Signori delle montagne di aiutarli. Le montagne (Apu) infatti iniziarono a franare sugli inseguitori e mandarono nebbia fitta per costringerli ad interrompere l’inseguimento. Così gli Q’ero hanno vissuto per 500 anni isolati, senza contatto nemmeno con i peruviani per custodire la loro tradizione incaica con la conoscenza magica spirituale.

Solo da poco tempo si sono aperti al mondo esterno dato che inizia la 1 epoca del PACHAQUETQ cioè il ribaltamento del mondo- in cui “ ciò che è sotto sarà sopra”, che precede al MOSOQ’ la nuova era, durante il quale i loro valori si affermeranno con l’arrivo di una nuova coscienza del mondo.

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le Kuyas che avevamo sotterrato per tutta la notte

Così anch’io mi sono tuffata nell’avventura del mondo magico dei Q’ero, grazie ad uno sciamano spagnolo che è stato iniziato dagli Inca in Perù ed è venuto a visitarci in Uruguay.

Ho iniziato il primo corso del sud della Ruota Medicinale , intenso ed efficace. Ho imparato la tecnica e gli strumenti su come svegliare CHI SIAMO realmente e ricevendo trasmissioni energetiche attraverso quattro passi: rompere la propria identificazione con le emozioni, lasciare la differenziazione reinventando la mente, integrando a connettersi con il proprio ESSERE non manifestato ed il mondo invisibile e trascendere a vivere in modo consapevole nel eterno presente e fuori dalla linea del tempo.

 

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la mia iniziazone

 

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il fuoco sacro del mese

 

Chamanismo andino y sabiduría divina

Una nueva aventura esoterica de los Andes me estaba esperando así sin planificarla. Me tiré en este mundo que en parte cambio y mejor mi forma de vivir y ver las cosas.

Desde las montañas sagradas de Ausangate en Perù se transmite en el mundo por los Q’eros los conocimientos olvidados.  Los Q’eros son los discendientes directos de los INCA que han sido guardianes de estos conocimientos sagrados durante 500 años.

Cusco es la antigua capital del imperio inca y es ahí donde vive la población con el mismo nombre de la región entre las montañas: Q’ero. Hoy día existen mas o menos 300 familias que viven en una área de unos quilómetros cuadrados entre 3300 y 4800 m de altura. Esas familias viven de ganado, llamas y vicuñas.

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ofrendas para la pachamama que van al fuego

Los Q’eros son los únicos herederos de la tradición espiritual inca y que habla el idioma quechua hasta hoy. En los tiempos de la conquista española los chamanes-sacerdotes  se escondían  en estos lugares para escaparse de la inquisición. Ellos estaban muy perseguidos porque se consideraban “adoradores del demonio”. Según la escritura de ellos, el màs grande genocidio de la historia humana ocurrió en Perù!

Las leyendas de los viejos Q’eros cuentan que los sacerdotes rezaron a los Espiritus Señores  (Apu) de las montañas para que los ayudaran. Los Apu empezaron a frenar los persiguidores mandandole niebla. Asì hicieron marcha atras y los dejaron en las montañas.

 

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Así fue que los Q’eros vivieron durante 500 años aislados, sin contacto ninguno, excepto para el comercio. De esta manera pudieron mantener la tradición inca pura y conservar la magia espiritual. Solamente desde poco tiempo se abrieron al mundo externo con el comienzo de la 1 época del PACHAQUETQ, el volcarse del mundo en el cual “lo que esta abajo estará arriba”, antes del MOSOQ’, la nueva era donde los valores triunfaron con la llegada de una NUEVA CONCIENCIA DEL MUNDO.

Así yo también empezé con esta nueva aventura del mundo mágico de los Q’eros, gracias a un chaman español Jordi Lopez  que fue iniciado por los Inca en Perù y que vino a visitarnos a Uruguay por primera vez.

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Empezé el primer curso del la RUEDA MEDICINAL. Aprendí unas técnicas para como despertar quienes somos y  recibí transmisiones energéticas con cuatro pasos: romper la propia identificación con las emociones, dejar la diferenciación re-inventando la mente, integrar conectando con mi Ser no manifestado y el mundo invisible y transcender viviendo despierto en el eterno presente y afuera de la linea del tiempo.

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ofrendas para el fuego

 

 

 

Blog del mese 2018

Iniziamo l’anno con un intervista dell’Uruguay su Expat! Orgogliosa di poter iniziare questo 2018 con il mio blog come BLOG DEL MESE!

Empezamos bien el 2018 con una entervista en Expat! Feliz de empezar el 2018 de esta manera con mi blog como BLOG DEL MES!

Il mio racconto dell’Uruguay su Expat

Expat: il sito degli italiani espatriati in tutto il mondo. Molto interessante anche per conoscere persone nuove e condividere con loro le proprie esperienze. Inoltre si trovano molti consigli utili per ogni Paese e luogo.

Expat es la pagina de los italianos emigrados para todo el mundo. Aqui encontramos personas nuevas, consejos, y podemos hablar de nuestras experiencias desde cada lugar del mundo.

 

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Grazie e Buon anno 2018 a tutti!

Gracias y Feliz año nuevo 2018 !

 

Uruguay, la Svizzera del Sudamerica

Uruguay è il paese per chi ha voglia di scoprire mete nuove, fuori dai soliti viaggi turistici e poco conosciuto dagli europei.

 

L’Uruguay il cui nome ufficiale è República Oriental del Uruguay, veniva chiamata anche “la Svizzera dell’ America Latina” (nome dovuto alla sua stabilità economica e politica) è un paese piccolo situato al cosiddetto cono sud tra Argentina e Brasile, con una superficie di 176.215 km² e con 3.300.000 abitanti. La capitale è Montevideo, conta con 1,38 milioni di abitanti ed è situata nella parte meridionale del paese, si affaccia sulla riva settentrionale del Rio de la Plata. Città sempre ventilata e quindi anche poco inquinata.

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Uruguay è uno Stato suddiviso in 19 dipartimenti con alcune città importanti come Montevideo , Colonia, Ciudad de la Costa e Salto. Il clima è sempre umido, ci sono le quattro stagioni e d’inverno le temperature arrivano anche a 0 o meno gradi, mentre d’estate anche ai 30 gradi.

Inoltre trovate dieci cose da visitare in Uruguay   nell’articolo Scorci di mondo!

Un po’ di storia

Si presume che fino dal VII millennio a. C. il paese fosse abitato da piccoli gruppo di popolazioni nomadi, la prima stanziale importante furono una tribù chiamata Charruas.

La storia ufficiale inizia dal 1516 quando Juan Dias de Solis raggiunse il paese per la prima volta dal Rio de la Plata e avvenne la sua “scoperta”. Questa è la versione spagnola. Mentre i portoghesi volevano che fosse scoperta due anni prima da loro. Nel 1624 si fondò il primo insediamento stabile a Villa Soriano sulle rive del Rio Negro. Nella epoca successiva avvennero diversi sconti tra portoghesi e spagnoli e nel 1726 venne fondata Montevideo.

Un personaggio importante da nominare è Josè Gervasio Artigas che diventò eroe nazionale uruguaiano che organizzò una rivolta contro la Spagna con buon esito. Dieci anni più tardi la Provincia Oriental del Rio de la Plata, l’Uruguay era chiamato così allora, fu annesso al Brasile nel 1816 con l’invasione ludo-brasiliana.

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Il 25 agosto del 1825 dopo numerose rivolte se ne staccò e diventò la federazione regionale con le Province Unite del Rio de la Plata (l’odierna Argentina) si trattava di un annessione. Insieme combatterono contro il Brasile in una guerra di 500 giorni. Non vinse nessuno e nel 1828 il Regno Unito promosse il Trattato di Montevideo, che rese l’Uruguay un paese completamente indipendente.

L’immigrazione europea

A fine del XIII secolo iniziarono le immigrazioni provenienti specialmente dall’Europa. L’influenza di molti italiani, francesi e tedeschi si può notare ancora oggi nei loro cognomi. Molti immigranti sono discendenti dagli italiani e ciò si riflette anche nella cultura e nei cibo. In Uruguay alcuni piatti tipici sono i ñoquis (gli gnocchi), i canelones (i cannelloni), fideos con tuco (pasta al ragù) che riflettono la nostra tradizione gastronomica a parte il famoso asado (grigliata saporita con la miglior carne del paese) e altri piatti creoli e varietà di dolci, come torta frita e alfajores, il famoso chivito al pan (vedi foto) Da non dimenticare è il mate, il tè sudamericano che in Uruguay si beve a tutte le ore del giorno.

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Il chivito al pan contiene carne, uovo, pancetta, insalata,pomodori, olive e salse.

 

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Il mate con il termo e bombilla (cannuccia di acciaio)

Una curiosità:

Il 29 di ogni mese si mangiano gli gnocchi! Questa è una antica tradizione tramandata da padre a figlio. Si lasciava una banconota sotto ciascun piatto. Una tradizione che ricorda la necessità di ricorrere ai piatti più poveri a fine mese prima di ricevere lo stipendio.

In questo paese troviamo una mescolanza di razze: indigene, creole, africane ed europee. L’arrivo degli africani schiavi ha influenzato anche le credenze e le religioni. Infatti la religione ufficiale in Uruguay è la cattolica, con minoranze protestanti ed ebree, ma è anche molto diffusa la religione afro-cattolica chiamata Umbanda (proveniente dal Brasile ).

Uruguay è anche il paese del calcio! Qui le partite sono sacre e le vittorie vengono festeggiate con petardi e fuochi d’artificio. E’ obbligatorio essere tifosi di una squadra, spesso ti chiedono “ Tifi per Peñarol, o Nacional”?
Lo stadio Centenario di Montevideo è il più famoso.

Un’altra curiosità:

Il Tero (la pavoncella del Cile) è il simbolo nazionale dell’Uruguay. Quest’uccello lascia le sue uova nel prato del campo, anche nello stadio. I Tero non possono assolutamente essere rimossi. Prima delle partite le uova vengono spostate fuori dal campo per poi essere rimesse a fine partita. Spesso durante le partite tra i giocatori si possono vedere i simpatici Tero che girano in mezzo al campo per cercare le uova.

Da non perder sono anche i tramonti uruguaiani!

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Uruguay, la Suiza de Sudamerica

Uruguay es un país poco conocido por los europeos y ofrece un viaje  con destinaciones nuevas lejos de los usuales viajes turísticos.

 

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El nombre oficial dell’Uruguay es República Oriental del Uruguay, era conocido también como la “Suiza de la America Latina”, gracias a su estabilidad económica y política.

Uruguay es un país pequeño ubicado en el cono sur entre Argentina  y Brasil, tiene una superficie de 176.215 km² y tiene 3.300.000 de habitantes.  La capital es Montevideo, que conta con 1,38 millones de habitantes y esta ubicada en la parte sur de Uruguay frente al Rio de la Plata. La capital siempre esta ventilada y no es tan contaminada como muchas ciudades de Sudamerica.

Uruguay está dividido en 19 departamentos con algunas ciudades importantes como Montevideo, Colonia, Ciudad de la Costa y Salto. El clima suele ser húmedo, hay cuatro estaciones y en invierno las temperaturas pueden bajar también a 0 o bajo 0, en verano llegan a 30 y mas grados con mucha humedad.

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 La imaginación europea

A finales del siglo XIII empezaron imigrar los europeos hacia Uruguay. Hoy se nota la influencia italiana, francesa y alemana en este país, como también en los apellidos. Muchos inmigrantes son descendentes de italianos y eso se refleja en la cultura y en las comidas, donde la criolla se mezcló con la “tana”. Algunos platos típicos son los ñoquis (gli gnocchi), los canelones (i cannelloni), fideos con tuco (pasta al ragù) y el buenísimo asado con la mejor carne uruguaya. También hay variedad de dulces y pasteles caseros, la torta frita, alfajores y el chivito al pan que se encuentra en todos los restaurantes de Montevideo. Todo esto puede ser acompañado por el mate, el tè sudamericano.

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Mate con termo y bombilla

Una curiosidad sobre los ñoquis

El 29 de cada mes se comen  ñoquis en Uruguay! ?Que hay detrás de esta costumbre?Es una costumbre que se pasó de padre a hijo. Antiguamente se dejaba un billete por debajo de cada plato. La tradición acuerda la necesidad de comer los “platos mas pobres” a final de mes antes que se cobrara. Hoy todavía en muchas casas se comen ñoquis el 29 de cada mes.

La influencia afro

En Uruguay encontramos una mezcla de razas: indigena, criolla, afro y europea.

La llegada de los africanos con la esclavitud influyó mucho en las creencias y en las religiones del país. La religión oficial es la católica, con una menoría de protestantes e judìos y la religión Umbanda de origen afro-cattolica también que viene de Brasil es muy conocida.

También el Carnaval de Uruguay tiene una importante influencia afro. El desfile de Carnaval está acompañado por el Candombe, los tambores afro que siguen el ritmo con sus bailarinas. Ademas encontramos muchos personajes interesantes que desfilan.

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Una mama vieja de origen afro tipica del Carnaval de Uruguay.

 

Lo que no hay que perderse en Uruguay son los amaneceres y los atardeceres con sus colores increíbles!

Cabo Polonio Gunnar

 

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Il gaucho del cono sud

Questa volta percorriamo la campagna all’interno dell’Uruguay per scoprire il mondo magico dei gauchos e degli animali che vivono liberi nel campo. L’Uruguay visto con occhi diversi immergendoci nel cuore di questo paese del cosiddetto cono sud.

 

I gaucho -pl. gauchos in spagnolo, li troviamo in Argentina, nel dipartimento boliviano di Tarija, nel sud del Brasile, in Paraguay, in Uruguay e in Cile.

Si potrebbe dire che il gaucho è nato nella Pampa orientale attorno al XVIII secolo. Il termine probabilmente deriva dall’arabo, “uomo a cavallo”, o anche dal quechua huacho (pronuncia: huaccio) che significa “senza madre“.
Costui viene descritto come un “selvaggio bianco che vive lontano dalla società“, un “nomade a cavallo” e rappresenta un’importante figura nella storia delle pampas sudamericane. (Wikipedia)

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Oggi giorno troviamo ancora  gauchos in Uruguay all’interno del paese in campagna oppure nelle feste tipiche creole dove si esibiscono come per esempio nella famosa Expo Prado di Montevideo.

I Gauchos si poterebbero anche paragonare ai  cow boy nord americani e la loro caratteristica è la loro abilità nel cavalcare i  cavalli creoli e anche dall’uso delle bolas. Queste sono palline di pietra che arrotolate dei lacci di cuoio vengono fatte roteare sopra la testa e poi lanciate vengono arrotolate attorno alle gambe della preda. Questa usanza è tramandata di padre in figlio tra i gauchos e ha origini risalenti a migliaia di anni fa.

 

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Questi ragazzi, molti anche giovani lavorano tutto il giorno in campagna circondati da natura ed animali, sono da ammirare e non sono così insoliti in questa zona di Rocha (dipartimento del Uruguay) per esempio. Strada facendo verso la Laguna di Rocha troviamo anche tre bambini dai circa 7-11 anni che cavalcano in modo spettacolare vicino alla nostra macchina…decidono di fare le gare con noi…a chi arriva prima! Ridono e si divertono guardandoci con uno sguardo di sfida… noi accettiamo la sfida. Bambini scalzi a cavallo….come molti anni fa nella nostra bella Italia. Che felicità ci trasmette pure a noi….

Questi bambini sono un esempio che un mondo semplice e naturale esiste ancora.

Forse erano figli dei gauchos che giocavano sulla stradina sterrata nel campo. Intorno ancora cavalli e più avanti mucche, tutti liberi senza stalle, vengono allevate così liberi e felici. Vengono radunati solamente in caso di forti temporali.

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El gaucho de Sudamerica

Esta vez recorremos el campo del interior de Uruguay  para descubrir el mundo magico de los gauchos y de los animales que viven libres en el campo. El Uruguay visto con ojos distintos, entrando en el corazón de este país ubicado en el cono sur.

Los Gaucho se encuentran en  Argentina, en el departamento boliviano de Tarija, en el sur de Brasile, en Paraguay, en Uruguay y en  Chile.

Se podría decir que el gaucho nació en la pampa oriental en el siglo XVIII. El nombre  gaucho podría  derivar desde el arabe que significa “hombre a caballo” o también desde el quechua huacho que significa  “sin madre”.

El gaucho es descrito como “hombre blanco que vive lejos de la sociedad”, “un nómade en caballo” que representa un importante figura en la historia de las pampas sudamericanas.

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Hoy dia encontramos todavia los gauchos en Uruguay en el interior del pais, sobretodo en el campo o en las fiestas criollas donde tienen espectáculos en caballo como en la famosa Expo Prado de Montevideo.

Los gauchos se pueden comparar a los vaqueros americanos  que ademas saben cabalgar muy bien los caballos criollos y usar las bolas. Las bolas son piedras que están atados con lazos de cuero y se rodean sobre la cabeza para lanzar en las piernas de las presas. Es una costumbre  y tradición muy antigua que se transmite de padre a hijo.

 

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Estos chicos, son también jóvenes que trabajan todo el día en el campo rodeados por naturaleza y animales. Aquí en el interior de Rocha hemos encontrado unos cuantos. Por la carretera que lleva a la Laguna de Rocha vemos también te niños entre 7-11 años que cabalgan como profesionales y nos retan con una carrera…nosotros en auto y ellos en caballo. Una mirada de desafío y mucha risa …niños descalzos que parecen haber nacido arriba de estos animales….corren felices!

Estos niños son un ejemplo que un mundo sencillo y natural todavía existe. 

Imaginamos que fuesen hijos de los gauchos que paseaban por la calle sin asfalto en el campo. Alrededor solo caballos y vacas, todas libres, que se crían felices en libertad. los gauchos los juntan solo en caso de fuerte tormenta.

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Alla ricerca di Pepe Mujica

Alla ricerca del senatore ed ex Presidente uruguaiano Josè Mujica detto “Pepe”, abbiamo percorso chilometri di strada e campagna per arrivare finalmente a lui.

Dopo un lungo viaggio alla ricerca della fattoria di Pepe Mujica l’ex presidente dell’Uruguay e attuale senatore, siamo giunti alla UTU la scuola agraria di Pepe Mujica.
Ovviamente ci siamo trovate con un guardiano ed un cartello che diceva STOP.  Il guardiano ci dice di venire il giorno seguente perché il senatore Mujica era occupato, noi gli rispondiamo che avremmo aspettato con pazienza.

Panino e bibita in mano,  ci siamo sedute di fronte all’entrata della fattoria ad aspettare. Dopo circa mezz’ora vediamo passare Mujica camminando verso il guardiano, che ci ha chiamato. Emozionatissime perché avremmo finalmente parlato con lui …ci siamo avvicinate.

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UTU scuola agraria di Pepe Mujica

Entriamo nella casetta del guardiano e una volta salutato ci siamo sedute … ad un certo punto l’emozione ha avuto il sopravvento e mi sono bloccata guardandolo negli occhi. I suoi occhi neri e profondi mi guardavano come per dire: Allora? Non mi uscivano le parole.

Mujica ci racconta che stava tagliando un albero che era caduto nel giardino…non era una riunione, né con persone importanti, semplicemente stava facendo le faccende nel giardino.

Una volta rotto il ghiaccio abbiamo iniziato a parlare della UTU la scuola agraria, dice che ci sono ancora molti lavori da fare e che attualmente frequentano 130 studenti. I ragazzi non vogliono più lavorare in questo campo… da nessuna parte. Ha fatto costruire la scuola per incentivare la voglia di studiare agraria.
Poi finalmente ho toccato l’argomento GLIFOSATO, chiedendo se è veramente così dannoso. Secondo documentari e ricerche ha danneggiato molte persone, causa cancro e inquina acqua e terra. Secondo Lei non bisognerebbe tornare indietro e coltivare naturalmente?

Risposta  di Mujica: ”Il consumismo non lo permette. Non si può coltivare in grandi quantità tutto in modo sano. Una volta sì,  perché si produceva di meno e quindi era possibile. L’erbicida con glifosato serve ed entra nella pianta fino alla radice, non entra nella terra. Le piante in realtà si curano da sole, ho una pianta davanti a casa da vent’anni e non le ho mai messo niente. Nella natura si trova tutto, adesso è tutto inquinato, il problema non è il glifosato. Il problema è come si spruzza..se si spruzza da un aereo è pericoloso e la gente si può ammalare, ma se si spruzza con precauzioni va solo sulla pianta ed aumenta la produzione. Inoltre i paesi Mercosur di cui fanno parte Brasile, Argentina, Uruguay, Paraguay e Venezuela non si mettono d’accordo e quindi non competono con gli USA (Monsanto) sul mercato.”

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Domanda:” Il glifosato era un esempio di erbicida che ho scoperto si usa anche in Uruguay ed Argentina– ed in Argentina con glifosato ci sono stati casi di cancro e malattie gravi in bambini, delle cui mamme in gravidanza erano venute a contatto con questo pesticida. ”
“Nella natura troviamo tutto come dice..anche erbe che curano noi, ogni erba serve a qualcosa….per esempio gli indigeni delle Ande si servono ancora di queste e le conoscono bene…noi “civilizzati”non le conosciamo, esistono persino erbe che curano la depressione!”

Mujica alza lo sguardo interessato e si avvicina guardandomi negli occhi e risponde: “Hai ragione c’è tutto nella natura, ma così le grandi case farmaceutiche non vanno avanti”…non si esprime più di tanto su questo punto…

Io” la grande mafia ci intossica!”
“Altro esempio: i vaccini in Uruguay sono obbligatori…ma leggendo tutte le controindicazioni e studi fatti che causano malattie gravi io mio figlio preferirei non vaccinato più”.

Mujica:” Stai attenta ai falsi non è sempre tutto così come te lo descrivono. Adesso per esempio l’età media è molto più alta rispetto ad anni fa…grazie anche ai vaccini, prima morivano di tubercolosi….”
Io: “ Adesso abbiamo molte più malattie, casi di cancro e tumori grazie alle porcherie che ci danno…io preferirei vivere di meno e bene piuttosto che arrivare malata ad ottant’anni…

Mujica ride e continua a fumare tabacco….mi dice” Qui mi stai mentendo..tutti vogliamo vivere fino a diventare vecchi!”
Alla fine mi da ragione….ma non ho capito bene fino a che punto sia a favore o meno di tutto ciò. Ho avuta la sensazione che non volesse esprimere mai una vera opinione per vari motivi.

“Bè, io mi sono trasferita in Uruguay per dare una migliore qualità di vita ai miei figli, meno consumista e più sana. “
“Quanti figli hai?”
Io “Tre”
Mujica mi prende per il braccio e dice “Ed è la cosa più preziosa che hai..la cosa migliore che hai fatto”.
Noto una grande tenerezza e nostalgia nei suoi occhi scuri e profondi ma sinceri. Lui non ha avuto figli forse per il suo passato da tupamaro (terroristi nel tempo della dittatura) e anni di carcere.

La sua domanda dopo aver parlato dell’Italia, infatti Mujica ha anche origini italiane del Piemonte, da parte del nonno materno il cognome è Cordano, “Non hai nostalgia dell’Italia?” E anche qui si potrebbe continuare il discorso.

Purtroppo il tempo era poco e ci sarebbero ancora moltissime domande,,,,ma il guardiano ci fa segno che è scaduto il tempo. Mi fa ancora qualche domanda personale e poi lo salutiamo con un regalo e qualche foto.  Abbracci e baci a Mujica sono dovuti….
Un incontro unico con una persona única….e io dico “A presto caro Mujica!”

Il mondo avrebbe bisogno di un presidente così!!

 

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En la busqeda de Pepe Mujica

En la búsqueda de Pepe Mujica el senador y ex Presidente del Uruguay, llamado “Pepe”. Recorrimos unos quilómetros en auto por carretera y campo para llegar por fin a él.

Después de un largo viaje para buscar la chacra de Pepe Mujica el senador y ex presidente del Uruguay llegamos a la UTU la escuela agraria de Pepe Mujica.
Nos encontramos con un guardia y un cartel “pare”. Se acerca el guardián y amablemente nos dice que no podemos pasar porque el senador estaba ocupado y ese día no nos podía recibir. Nosotras pero no teníamos prisa y lo avisamos que íbamos a esperarlo mientras comíamos un refuerzo afuera de su chacra.

Pasada media hora vemos a Mujica que cruza la calle y el guardián que nos llama. Muy emocionadas agarramos nuestras cosas y nos acercamos a la casita para conocer a este hombre maravilloso.

cartello pepe

stradina campo verso pepe

Pasamos y nos sentamos en frente de Pepe…a mi no me salían las palabras por la emoción de verlo, solo lo miro en los ojos negros y profundos, que parecen decir:”Y?”

Mujica nos cuenta que estaba cortando un árbol que se había caído en el jardín …así que no estaba en una reunión con nadie importante, estaba ocupado en una tarea de casa.

Después que rompimos el hielo empezamos hablar de la UTU, la escuela agraria fundada por Mujica . Todavía hay muchos trabajos por hacer y actualmente hay 130 estudiantes que la frecuentan. Los jóvenes ya no quieren trabajar en el campo en ninguna parte del mundo. Mujica hizo construir la escuela para aumentar los estudiantes en este campo.

Por fin llegamos hablar del tema glifosato , yo le pregunte si realmente era tan peligroso para la salud. Según documentales que había visto, se dice que causa cancer y contamina agua y tierra.

Le pregunto: ”Usted no cree que se debería volver atrás en el tiempo y cultivar nuevamente en forma natural?”

Mujica: “ El consumismo no lo permite. No se puede cultivar en grandes cantidades y todo en manera sana. Tiempo atrás si era posible porque la producción era menor. El herbicida con glifosato sirve porque entra en la planta hasta la raìz, no pasa a la tierra.
Las plantas realmente se curan solas. Yo tengo una planta en frente casa como hace 20 años que nunca le puse nada. La naturaleza tiene todo. Ahora todo esta contaminado, el problema real no es solo el glifosato, el problema es como se fumiga …. si se fumiga desde los aviones es peligroso y la gente se puede enfermar. Si se fumiga directamente sobre la planta en forma correcta y con precauciones no hay peligros para la salud y se aumenta la producción. Ademas los países de Mercosur no se ponen de acuerdo y así no pueden competir con Estados Unidos (Monsanto) en este mercado”

Yo:” Si el aire, la tierra y todo lo que comemos esta contaminado…el glifosato es un ejemplo de herbicida que descubrí que se usa en Uruguay y Argentina. En Argentina con glifosato hubieron casos de cáncer y enfermedades graves en niños, causados en madres que habían entrado en contacto con el herbicida durante el embarazo.”
“En la naturaleza si encontramos todo, toda la medicina ..hay hierbas (yuyòs) para todo. Los indigenas de los Andes se curan asì y conocen todas las curas. Nosotros “occidentales”no los conocemos, existen yuyos hasta para curar la depresión!”

Pepe levanta la mirada interesado y se acera mirándome derecho en los ojos y responde: ”Tienes razón hay todo en la naturaleza , pero así las casas farmacéuticas no trabajan más.” No sigue con el tema…. pero nosotras entendimos bien.

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Yo: ”La grande mafia nos intoxica! Otro ejemplo: Las vacunas en Uruguay son obligatorias , pero hay muchas contraindicaciones y estudios que confirman que causa enfermedades graves….yo personalmente no quiero vacunar mas a mi hijo”.

Mujica:” Ten cuidado con los falsos fantasmas…no es siempre así como lo pintan. Ahora por ejemplo la esperanza de vida es mucho mas larga de lo que era antes, gracias también a las vacunas, antes la gente se moría de tuberculosis.”

Yo:” Ahora en cambio tenemos muchos mas enfermedades, casos de cáncer y tumores gracias a las porquerías que nos dan…yo prefiero vivir menos y bien….no llegar a los ochenta años hecho a polvo”.
Mujica escuchando eso se ríe y sigue fumando tabaco….”Ahora me estas mintiendo ..todos queremos vivir hasta ser viejos!”
Pero al final me dice que tengo razón. No se entendió hasta que punto esta a favor o menos de todo eso. Tenia la sensación que no querría expresarse del todo sobre esos temas.

“Yo me vine para Uruguay para dar  mejor vida a mis hijos, en sentido de calidad y una vida mas sana”.

Mujica.” Cuantos hijos tienes?”
Yo “Tres”
Mujica me agarra por el brazo y me dice:” Eso es la cosa mas preciosa que tienes. Lo mejor que pudiste hacer en tu vida!”
Veo mucha ternura y nostalgia en sus ojos negros y profundos, pero sinceros. Tal vez eso se debe al hecho que no tuvo o no pudo tener hijos por su vida en la carcel con las torturas vividas durante  la dictadura.

Su pregunta después de haber hablado de Italia. Mujica también tiene orígenes italianas de parte de abuelo materno: “No extrañas a Italia?”

Lamentablemente el tiempo era poco y tenia muchas mas preguntas… el guardián nos hacia seña que nos teníamos que ir. Después de algunas preguntas personales nos despedimos con un regalo y fotos.

Abrazos y besos a este hombre maravilloso después de un encuentro tan lindo con una persona única….y es un “Hasta pronto Mujica!”

En el mundo haría falta un presidente como Pepe Mujica!

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