La Cosmovisone andina e decolonizzazione

Con grande onore Tayta boliviano che vive in Argentina ci racconta della decolonizzazione che è in azione da parte degli indigeni andini per recuperare la loro cultura e le loro tradizioni in parte perse dai tempi della colonizzazione spagnola. Una triste storia che ha vissuto il genocidio più grande della storia umana e di cui si parla appena nei libri di storia.

 

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Tayta che si riposa

Ai tempi della conquista spagnola il grande potente impero degli Inca si estese nelle regioni della Ande centrali che comprende parte del Perù, Ecuador, Cile settentrionale e Bolivia.

Il nome dell’impero dato dagli indigeni era Tahuantinsuyu, il “Regno dei quatto Cantoni” che era così esteso da sembrare ad abbracciare i confini del mondo. I Signori e capi erano gli Inca, grandi e violenti guerrieri che avevano unificato una vasta regione. La tradizione vuole che ci furono tredici imperatori il primo fu Manco Capac e l’ultimo fu Atahualpa che fece uccidere Pizarro nel 1533. Intorno agli imperatori ci sono tantissime leggende. I primi otto imperatori degli Incas sembra che limitassero il loro dominio intorno alle zone di Cuzco. Dopo la loro vittoria contro il popolo dei Chanca, sugli altipiani a nord-ovest, l’impero si estese per un’area di oltre 4000 chilometri.

L’uomo preincaico ed incaico del Perù viveva insieme alla natura che considerava sacra e piena di energie spirituali. L’andino non era dominatore al centro dell’universo ma si sentiva e si sente ancora oggi come parte di un Tutto vivente, cioè ogni cosa, le piante, gli animali, le montagne, le sorgenti, il mare e gli astri partecipavano alla stessa circolazione di essenza divina. Le energie erano e sono invisibili e nel mondo materiale si manifestano come forze, mentre nel mondo spirituale sono potenze e vibrazioni. Quindi anche la materia è energia. Il sentiero andino -Kausay puri insegnavano a muoversi e a camminare in questo cosmo vivente pieno di energie , il kausay-pacha. Kausay significa vita e pacha è terra.

Questo splendido mondo andino è pieno di misteri e bellezze da cui noi occidentali possiamo imparare ed è proprio questa l’idea della decolonizzazione di Tayta. Una lotta un grido per farsi sentire e cercare di salvare ciò che è ancora salvabile. Svegliare le coscienze delle persone e del mondo, a favore della PACHAMAMA che è in grave pericolo.

 

intorno al fuoco

Tayta ci spiega che la cosmovisione è un guardare allo spazio , vedere le comete, le stelle anche il condor o l’anaconda perché tutto si trova nello spazio. Il condor è sacro nella cultura andina, come altri animali, il Puma (otorongo nella giungla), l’anaconda (serpente), la ballena, colibrì. Ogni animale rappresenta uno dei quattro elementi della terra.
Gli andini dipendevano dagli animali per lavorare e attraversare luoghi pericolosi. Gli animali sono messaggeri in ogni movimento loro c’è un messaggio anche per noi per esempio, la direzione di una volpe che attraversa la strada, il canto di un uccello ecc.
Quando arrivarono gli europei cambiarono tutto, si creò la confusione in modo volontario per confondere le persone. Un esempio è l’orologio, che dovrebbe girare in senso antiorario secondo gli indigeni, il temporale ed il vento girano così.
La legge Romana introdusse il diritto di proprietà e la chiesa infondeva paura, sottometteva con l’idea di un Dio nell’Universo, mentre la credenza andina dice che ogni cosa ha uno spirito. Così si sono diffuse la miseria, la paura e i vizi tra i popoli andini.

La Profezia degli andini ha dato speranza di aspettare con pazienza ….si diceva che ogni cosa si sarebbe rivolta contro ai colonizzatori. La foglia di coca è altamente medicinale nella cultura andina, ma gli europei non hanno saputo usarla, infatti hanno prodotto la cocaina che sta uccidendo molte persone. La stessa cosa vale per le piante come la marihuana o il tabacco.

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Lettura dele foglie di coca

L’alimentazione è un altro esempio di come sia stata distorsionata dagli europei ed è la causa di molte malattie e altro. Tayta parla dell’importanza di alimentarsi in modo corretto e sano soprattutto dai 7 ai 14 anni, quando si definisce il sesso delle persone. Ci sono infatti alimenti più adatti ai maschi ed altri alle femmine. Prima nella cultura andina non esistevano tanti omosessuali perché l’alimentazione era più naturale ed adatta ai sessi, cioè che aiutava a rinforzarli.

Inoltre gli andini sanno conservare gli alimenti in modo naturale ,  secando frutta e verdura o con la idratazione. Basterebbe anche oggi conservare i cibi in modo corretto per potersi alimentare bene, e rispettare così anche l’ambiente senza inquinare. Rispettare anche la coltivazione degli alimenti secondo il luogo geografico è un fattore importante. Inoltre bisogna prendere coscienza della Pachamama e mantenerla sana per poterci vivere bene. Bisogna svegliare la coscienza del pianeta ed i loro abitanti!

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specialità andina cucinata sul fuoco e purificata con le pietre

 

La dualità nella cultura andina: le pietre sono maschi e femmina, le piante, l’acqua ( il fiume è maschio). Le pietre maschio si usano per curare, non è facile riconoscerle. Esistono anche elementi neutri, per esempio alimenti che si possono mangiare dopo che si è definito il sesso della persona.

Perché il Condor è sacro per gli andini? Tayta ci spiega che rappresenta l’ave pacifica, pulisce la natura che deve svegliarsi e il risveglio dell’umanità avrà luogo in Centro America. L’aquila invece rappresenta il rapace che ruba come gli Stati Uniti, Messico ed i Paesi colonizzatori.

Tayta lavora anche in un progetto per la protezione dei condor. Questi  sono seguiti e tutelati in una riserva finché vengono liberati perché possono sopravvivere da soli. La liberazione dei condor ha luogo nel deserto argentino con una ceremonia dove spesso accadono cose incredibili. I condor stanno morendo a causa dei veleni ed il glifosato spruzzato nei campi, soprattutto in Argentina ma non solo purtroppo. Tayta ed i suoi collaboratori lottano contro l’estinzione dei condor e della Pachamama.

 

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Foto tratta dal recupero dei condor in Argentina

 

I saluti in quechua

AMA QHELLA. AMA LLULLA Y AMA SUWA.

Non essere pigro (di mattina), non mentire (saluto di pomeriggio), non rubare (di sera)

 

La cosmosviòn andina y la descolonizaciòn

Tayta boliviano que vive en Argentina nos cuenta de la descolonización que empezó por parte de los indigenas andinos para recuperar la propia cultura e las tradiciones perdidas desde los tiempos de la colonización española. Una triste historia que vivió el geneocidio mas grande de la historia humana y sobre que no se habla bastante ni en los libros de historia.

 

tayta fuoco

 

En los tiempos de la conquista española el gran imperio inca se extiende en la regiones de los Andes centrales que comprende parte de Perù, Ecuador, Chile del norte y Bolivia. 

El imperio se llamaba Tahuantinsuyu,” El reino de los cuatro cantones”, era tan grande que parecia abrazar las fronteras del mundo. Los dueños de estas tierras eran los Incas, terribles y fuertes guerreros . Existían en total 13 emperadores, el primero fue Manco Capac y el ultimo fue Atahualpa que hizo matar a Pizarro en el 1533. Hay muchas leyendas que cuentas de ellos. Los primeros ocho emperadores de los Incas parece que reinaban solo alrededor de Cuzco. Después de la victoria contra el pueblo Chanca el imperio gana 4000 km más.

El hombre preincaico e incaico de Perù vivìa junto con la naturaleza que era sagrada para él y llena de energias espirituales. El andino no era dominador al centro del universo pero se sentia y todavía se siente parte de un universo viviente.

Todo tiene vida: los animales, las piedras, las montanias, el mar y los astros participaban a la misma circulacion de la esencia divina. Las energias son invisibles y en el mundo materias se manifiestan como fuerzas, mientras en el mundo espiritual son potencias y vibraciones. La materia también es una energía. El sendero andino Kausay puro enseñaba a moverse y a caminas en este cosmo vivente lleno de energia el kausay-pacha. Kausay es vida y pacha es tierra.

comida

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Este mundo andino maravilloso esta lleno de misterios y bellezas que nosotros del mundo occidental tenemos que aprender y esa es la idea de la desconolizacion de Tayta. Una lucha para hacerse escuchar para poder salvar lo que todavía se puede salvar. Despertar las personas y el mundo, a favor de la Pachamama que esta en peligro.

Tayta nos explica que la cosmovision es un mirar al espacio, ver las cometas, las estrellas, al condor o a la anaconda porque todos se encuentra en el espacio. El cóndor es sagrado en la cultura andina, como otros animales, el puma (otorongo en la selva), la ballena, el colibrì. Cada animal representa uno de los cuatros elementos de la tierra.

Los andinos dependían de los animales para trabajar y cruzar lugares peligrosos. Los animales son mensajeros en cada movimiento ellos nos dan mensajes como por ejemplo. la dirección de un zorro que cruza la calle, el canto de un pájaro ect.

Con la llegada de los europeos cambió todo, se creò la confusión voluntariamente. Un ejemplo es el reloj, debería girar en el sentido anti-horario según los andinos, el temporal y el viento giran así.

La Ley Romana introdujo el derecho de propiedad y la iglesia instilaba miedo. Se someta con la idea de un Dios en el Universo, mientras el andino dice que cada cosa  tiene un espíritu. De esta manera empezó haber  miseria, miedo y empezaron los hombres indigenas con los vicios.

La Profecía andina  dio esperanza para esperar con paciencia …iba haber un castigo para el colonizador. Y así es: la hoja de coca es medicinal en la cultura andina, pero los europeos no supieron usarla, se produce cocaina que los mata. Lo mismo pasa con otras plantas medicinales como la marihuana y el tabaco.

La alimentación es otro ejemplo que causa enfermedades y muertes. Tayta habla de la importancia de alimentarse en manera correcta y sana, sobretodo desde los 7 hasta los 14 años de edad cuando se define el sexo de las personas. Hay alimentos mas adecuados para varones y otros para mujeres. Antiguamente en los Andes no existían los homosexuales porque la alimentación era más natural y adecuada para ambos sexos, eso ayudaba a fortalecerlos.

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la comida andina purificada con las piedras

Los indigenas saben conservar los alimentos  en forma natural, secando fruta y verdura o con hidratación. De esta manera es mas sana y no contamina el ambiente. Utilizar y crecer alimentos según el lugar geográfico en que se vive es importante. Hay que tomar conciencia de la Pachamama y mantenerla sana para poder vivir bien junto a ella.

 La dualidad en la cultura andina existe en todo: las piedras son masculino y femenino, las plantas, el agua  (el rio es masculino). Las piedras masculinas son para curar, no es fácil reconocerlas. Existen también alimentos neutrales, por ejemplo alimentos que se pueden comer después de que se haya definido el sexo de la personas.

Porqué el Condor es sagrado para los indigenas andinos?

Según las palabras  de Tayta el cóndor representa el ave pacifico, limpia la naturaleza que tiene que despertar a la humanidad , y eso pasará en Centroamérica. El águila en cambio representa el rapaz que roba como Estados Unidos , Méjico y otros países colonizadores.

Tayta trabaja también en un proyecto para la protección del cóndor. El cóndor se cuida en una reserva hasta que sea fuera de peligro y se pueda liberar. La liberación del cóndor tiene lugar en el desierto argentino con una ceremonia donde pasan cosas increíbles. Estos aves están muriendo por el glifosato en los campos argentinos y otros países suramericanos. Tanta y sus  compañeros luchan contra la extinción del cóndor y de la Pachamama.

Los saludos en quechua

AMA QHELLA. AMA LLULLA Y AMA SUWA.

No seas flojo (de maniana), no mentir (de tarde), no robar (de noche)

 

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Viaggio ecologico alla Isla de Lobos

Straordinario viaggio con partenza dal porto di Punta del Este (Maldonado) per raggiungere in barca la Isla de Lobos. Una gita di due ore per scoprire i leoni marini e la flora dell’isola.

 

La isla de Lobos (isola dei leoni marini) è parte della Riserva della fauna appartenente al “Parco nazionale delle isole della costa” nell’Oceano Atlantico a 8,5 km dalla costa di Punta del Este (45 minuti di navigazione). La superficie di 41 ettari è abitata dalla colonia più grande di leoni marini del Sudamerica, da cui prende anche il nome l’isola.
L’isola è lunga 980 m e le sue coste rocciose si alternano a sabbia fina. Il terreno è composto da granito rosa ed in parte è coperto da vegetazione.

Gli amanti della natura non possono assolutamente perdersi quest’escursione ecologica! Le meraviglie ecologiche e anche culturali sorprendono ogni volta i visitatori.

Le foto appartengono alla meravigliosa pagina Facebook di Fauna Marina Uruguay che si dedica a diffondere informazioni su tutte le specie marine in Uruguay.

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L’isola è stata scoperta da Juan Díaz de Solís el 1516 e racconta la storia di alcuni navigatori che arrivarono alla sua spiaggia e cacciarono 66 leoni marini come unico alimento che trovarono durante il loro viaggio di ritorno. La loro pelle serviva per essere venduta al mercato di Sevilla.

Oggi troviamo circa 180.000 leoni marini sull’isola. Questi leoni marini sono mammiferi chiamati Pinnípedos Otáridos che a differenza delle foche hanno quattro pinne sulle quali camminano. Il loro corpo è fatto per nuotare, raggiungono 100 metri di profondità e possono rimanere sott’acqua per diversi minuti. Il loro olfatto e udito sono ben sviluppati e per questo ci vedono anche molto bene sott’acqua. La loro riproduzione è poligama: formano 1 gruppo di 1 maschio con circa 6 femmine. Le femmine hanno solo un cucciolo all’anno e una gravidanza di 11 mesi e mezzo. Il latte materno è ricco di grassi e proteine ed i piccoli vengono allattato per 10 mesi. I leoni marini possono vivere fino a 28 anni!

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Le specie dell’isola

Sull’isola Isla de Lobos si trovano due specie di leoni marini, i leoni chiamati “parrucca” e quelli chiamati “ a due peli”. Ogni tanto si vedono anche gli elefanti marini, ed alcune uccelli.

Il Lobo Fino, (leone fino) ne troviamo circa 180.000 esemplari. Questo animale si alimenta lontano dalla costa e mangia calamari, acciughe ecc. possiede due cappe di mantelli ed i maschi arrivano a pesare fino a 140 kg e a 180 cm di lunghezza.

El León Marino (leone marino): di questa specie ci sono circa 12.500 esemplari sull’isola. Si alimentano di pesci della costa. Alcuni di questi li troviamo anche al porto di Punta del Este, altri nuotano intorno alle barche sportive e ai pescherecci. I maschi arrivano anche a 230 cm di lunghezza e a pesare 340 kg.

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Inoltre troviamo una gran varietà di uccelli tra cui i gabbiani, chiamati gaviota cocinera. Tra le rocce troviamo la flora autoctona come due specie di cactus ed una specie di felce chiamata calaguala. Sono state poi introdotte altre piante dall’uomo, come canne ecc.

La riserva è amministrata dal Ministero di bestiame, agricultura e pesca. Il Ministero di Turismo ed il Ministero di difesa nazionale e di armata nazionale che collaborano nel mantenerla.

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Il faro della Isla de lobos

Il Faro è stato costruito nel 1906 e si trova a 59 m sopra il livello del mare, perciò è anche uno dei fari più alti del mondo. Il Servizio di illuminazione e Balizamiento dell’ Armata Nazionale opera il faro che emette un flash ogni 5 secondi. La sua luce raggiunge i 40 km e aiuta le imbarcazioni che entrano ed escono dal Rio de la Plata. I 240 scalini portano sul balcone del faro (necessaria la prenotazione) da dove di gode di una vista meravigliosa dell’isola e della costa di Punta del Este.

Nel mese di luglio del 2001 questo faro divenne il “primo faro senza equipaggio” del Uruguay con una tecnologia del 21esimo secolo grazie alle nuove attrezzature che si alimentano di energia solare attraverso i pannelli che caricano diverse batterie dentro nel faro stesso.

Turismo ecologico

Si stanno elaborando progetti per dare la possibilità ai turisti di arrivare sull’isola che fa parte del Parco Nazionale delle Isole della costa amministrate dal Ministero del bestiame, agricoltura e pesca dell’Uruguay. Al momento al porto di Punta del Este si trovano operatori privati che organizzano escursioni all’isola Isla de Lobos. L’isola può essere visitata in un paio d’ore e ci si può anche fare il bagno con i leoni marini. (se si ha il coraggio!)

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Viaje ecologico por la Isla de Lobos

Extraordinario viaje en barco saliendo desde el puerto de Punta del Este (Maldonado) para llegar a la Isla de Lobos. Una excursión de dos horas para descubrir los lobos marinos y la flora de la isla.

La Isla de Lobos, Reserva de Fauna integrantes del “Parque Nacional de Islas Costeras”, está ubicada en el Océano Atlántico a 8,5 km de la costa de Punta del Este (45 minutos de navegación). Se trata de una superficie de 41 hectáreas que está habitada por la colonia más grande de lobos marinos de América del Sur, por eso el nombre se llama así.
La isla mide 980 metros de largo y sus costas son rocosas que se alternan con arenas finas. El terreno tiene granito rosado y está cubierto por algo de vegetación.
Este paseo es un “must” para los amantes de la naturaleza que llegan a este balneario.

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Las maravillas ecológicas y también culturales sorprenderán a los visitantes. La isla fue descubierta por Juan Díaz de Solís en 1516 y cuenta la historia que unos tripulantes desembarcaron en su playa y cazar 66 lobos marinos como único alimento que encontraron durante el viaje de regreso. Las pieles servían para ser vendida en el mercado de Sevilla.

Hoy día se encuentran alrededor de 180.000 lobos marinos en la isla. Los lobos y leones marinos son mamíferos, llamados Pinnípedos Otáridos, que se diferencian de las focas por poseer pabellón auditivo y caminar sobre sus cuatro miembros a forma de aletas. Tienen el cuerpo para nadar, alcanzan 100 metros de profundidad y pueden sumergirse durante varios minutos. El olfato y el oído de esos animales están bien desarrollados y por eso ven muy bien bajo el agua.

Su reproducción es polígama: forman harenes de 1 macho con un promedio de 6 hembras. Las hembras tienen un solo cachorro por año y una gestación que dura once meses y medio. Los cachorros dependen de la leche materna, que es muy rica en grasa (30 a 50%) y proteínas, maman hasta los 10 meses y viven unos 28 años.

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varios

Las especies de la isla

En la isla de Lobos se encuentran dos especies de lobos marinos, los lobos “peluca” y los lobos de “dos pelos”. Además de vez en cuando se pueden ver a los elefantes marinos, como también algunas aves.

El Lobo Fino: se encuentran alrededor de 180.000 ejemplares. Este animal se alimenta lejos de la costa, y come calamar, anchoa, camarón y merluza joven y camarón.Tiene dos capas de pelo. Los machos pueden pesar hasta 140 kg y llegar a medir 180 cm.

El León Marino: hay alrededor de los 12.500 ejemplares en la isla . Este normalmente se alimenta de los peces que habitan en la franja costera como: corvina, pescadilla, cazón y brótola. Algunos los vemos también en el Puerto de Punta del Este, otros nadando alrededor de las embarcaciones deportivas y de pesca artesanal. Los machos llegan hasta 230 cm de largo y pesar 340 kg.

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Se observan también una gran variedad de aves, como por ejemplo la gaviota cocinera. Entre las rocas encontramos como flora autóctona dos especies de cactus y una especie de helecho llamado calaguala. El hombre además introdujo otras plantas tamarises, cañas, etc.
La reserva está administrado por el Ministerio de Ganadería, Agricoltura y Pesca. El Ministerio de Turismo y el Ministerio de Defensa Nacional y la Armada Nacional apoyan la reserva.

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Faro de la Isla de Lobos

El Faro fue construido en 1906 y se encuentra a 59 metros sobre el nivel del mar. Es uno de los faros más altos del mundo. El Servicio de iluminación y Balizamiento de la Armada Nacional opera el faro que emite un destello cada 5 segundos. Su luz alcanza los 40 km y ayuda a las embarcaciones que entran y salen por el Rio de la Plata. Se pueden subir los 240 escalones para alcanzar un balcón (previa autorización) donde se observa una vista maravillosa de la isla y la costa de Punta del Este.
En el mes de julio del año 2001 este faro se convertio’ en el “primer faro no tripulado” de Uruguay con una tecnología del siglo XXI gracias al nuevo equipamiento que se alimenta con energía solar a través de paneles que cargan baterías en el faro mismo.

Turismo ecologico

Se están desarrollando proyectos para posibilitar a los turistas de llagar a la isla, que es parte del Parque Nacional de Islas Costeras administrado por el Ministerio de Ganadería, Agricultura y Pesca de Uruguay. De momento en el puerto de Punta del Este se encuentran operadores privados que llevan con excursiones a la isla de Lobos. Se recorre la isla en un par de horas y se puede dar un baño junto a los lobos marinos.

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Las fotos pertenecen a la pagina facebook de Fauna Marina Uruguay, que trabaja para difundir informaciones sobre la fauna marina en Uruguay. Muchas gracias!

Delfini e balene sulla costa uruguaiana

Gli amanti della fauna marina possono godersi soprattutto in inverno le bellezze naturali come gli avvistamenti di delfini e delle balene. Se visitate l’ Uruguay in questi mesi preparate il binocolo e percorrete le coste da Maldonado, Rocha fino alla frontiera con il Brasile!

 

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Foto dalla https://www.facebook.com/faunamarinauruguay/

 

Sulla spiaggia di Rocha La Paloma e nei dintorni come la spiaggia De los Botes si avvistano spesso i delfini e le balene, soprattutto durante la stagione invernale tra luglio ed agosto, anche se a volte é possibile  vederli durante tutto l’anno.

La serie fotografica rappresenta il delfino chiamato Tursiops truncatus, in Uruguay è conosciuta come Tonina. Si tratta della stessa specie che purtroppo si trova nei delfinari di tutto il mondo. La tonina vive nelle zone costiere e forma anche gruppi di 12 individui che sono molto comuni in Uruguay .

I fotografi del delfini sono Leandro Borba e Lucia Mendez tratti dalla pagina Facebook Fauna Marina Uruguay, dedicata a questi esseri speciali che devono essere protetti. Ringrazio gli amministratori della pagina Facebook uruguaiana Fauna marina Uruguay che mi ha concesso le informazioni e le foto per questo articolo.

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Oltre ai delfini si può vedere anche la balena franca che si avvicina molto alla costa in certi periodi. Pure quest’anno ha visitato le coste uruguaiane della zona di Rocha, anche se anni prima si erano già registrati alcuni avvistamenti che fanno sperare ad ulteriori su tutta la costa  di Maldonado fino alla Barra del Chuy, la frontiera con il Brasile.

Per riuscire a vedere la balena franca bisogna avere più pazienza dato che questo animale resta anche sott’acqua per dieci minuti, dipendendo dalle sue attività. Quindi non resta che preparare i binocoli ed ammirare il mare con pazienza mentre ci si gode la calma che ci trasmette la natura.

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Lo spettacolo della balena franca

 

Inoltre tempo fa alla Paloma si è visto anche un elefante marino. Secondo un report della ONG Brasiliana IPRAM si tratta di Fred un elefante marino salvato e riabilitato in  Espiritù Santo Brasile nel 2017. Fred  si era fatto vedere anche sulla costa del Mar del Plata in Argentina e successivamente sulle spiagge di Biarritz, Canelones in Uruguay. Questa foto è stata scattata da Antonio Ripoll che ha confermato che si tratta proprio di lui Fred. Su questa storia si può trovare di più nella seguente pagina: Ipram

 

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Fred l’elefante Marino di Antonio Ripoll

 

Delfines y ballenas en la costa de Uruguay

 

Para los amantes de la naturaleza la fauna marina es una de las cosas mas apreciadas de Uruguay. Sobretodo en invierno se observan  a menudo delfines y ballenas cerca de las costas de Maldonado, Rocha o en el Chuy cerca de Brasil.  Preparen los binoculares para disfrutar mejor de los espectáculos que estos seres nos ofrecen!

 

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En la playa de La Paloma en Rocha y en su alrededores como en la playa de los Botes se observan a menudo delfines y ballenas en esta temporada de invierno, entre julio y agosto. Con mucha suerte se pueden observar durante el año.

La serie de fotografia representa el delfín mular o de nariz de botella llamado Tursiops truncatus o mas conocido  en Uruguay como TONINA. Se trata del mismo delfin que lamentablemente se ven en los delfinarios del mundo.  Esta especie vive en zonas costeras y pueden formar grupos de hasta 12 individuos y son muy comunes en las costas uruguayas.

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La página de facebook Fauna Marina Uruguay  tiene el propósito de mostrar la fauna marina uruguaya, como a la gente que no vive cerca la costa y  que poco sabe de los delfines, las ballenas y de las tortugas que existen en Uruguay. La pagina tiene el fin de informar y educar a la gente sobre este tema. Agradezco toda la información que me brindan juntos con las fotos espectaculares.

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La ballena franca también se deja ver cerca de la costa en esta temporada invernal. Este año se observaron algunas en las costas de Rocha, como años anteriores se habían ya registrado algunas , esto  hizo esperar en más avistajes en toda la costa de las playas de Maldonado hasta la barra del Chuy, frontera con Brasil.

Para ver la ballena franca hay que tener mas paciencia porque los animales se quedan bajo el agua durante diez minutos dependiendo de sus actividades. Si tienen pensado de ir tienen que prepara los binoculares para observar este espectáculo marino con mucha tranquilidad.

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Hace tiempo atrás se observó en la Paloma un  elefante marino, que según el informe de la ONG Brasileña IPRAM se trata de Fred, que fue rescatado y rehabilitado en Brasil Espíritu Santo en 2017. Anteriormente fue avistado también en la costa de Mar Del Plata en Argentina y luego en las playas de Biarritz, Canelones donde fue fotografiado y monitoreado por Antonio Ripoll. 

 

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pagina IPRAM foto de Antonio Ripoll

 

 

La quebrada de los cuervos

La quebrada de los cuervos (gola dei corvi) rappresenta una gola stretta nel dipartimento uruguaiano Treinta y Tres , zona naturale protetta con un rilievo che arriva ad un massimo di 300 m di altezza. Il suo nome proviene dalla presenza del corvo con la testa rossa che spesso si vede sorvolare la gola.

 

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Il parco di circa 365 ettari fu un regalo da parte del Dr. Francisco Dicasio Oliveres al municipio di Treinta y Tres nel 1944. Per molto tempo si mantenne il suo stato naturale grazie anche al difficile accesso che lo mantenne sconosciuto al pubblico.

Nel 1986 il parco venne riconosciuto da Wilson come area naturale protetta per legge e fu la prima di questo genere in Uruguay.

Nel 1994 vennero scoperte 100 specie di uccelli, 20 tipi di mammiferi, 18 tipi di anfibi e 20 tipi di pesci. Inoltre si constatarono 224 specie di alberi autoctoni di cui 87 si trovano in questa gola.

 

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Dal 2008 la Quebrada de los Cuervos, come  pionera nella protezione ecologica, venne riconosciuta dal Gobierno del Uruguay come “paesaggio protetto” dal decreto di legge con  i suoi 4.413 ettari e si incluse nel Sistema Nazionale delle zone protette (SNAP).

L’area include servizio campeggio e bungalow con molti servizi turistici che vanno da visite guidate a ristorante, sempre rispettando la zona e l’ambiente.

Per visitare la quebrada è necessario farlo negli orari di visita e pagando una piccola quota.

 

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Nella quebrada  troviamo un microclima subtropicale che è in contrasto con le colline e pianure circostanti. Quindi ospita una flora e fauna particolare in un intorno paesaggistico unico del paese.  Il fiume Yerbal Chico scorre sopra il letto di pietre e sabbie sottili e che diventa altamente cristallino offre un acqua potabile al 100%.

 

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La quebrada de los cuervos

La quebrada de los cuervos representa una garganta estrecha en el interior del departamento de Treinta y Tres de Uruguay. Se trata de una zona natural protegida por un cerro que llega alrededor de los 300 m de altura. Su nombre se debe a la presencia del cuervo de cabeza roja que vuela en los cielos de la quebrada.

 

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El parque de 365 ha fue un regalo de Dr. Francisco Dicasio Oliveres para la intendencia de Treinta y Tres en el 1994.  Durante mucho tiempo se mantuvo su estado natural gracias también a su difícil acceso que lo mantuvo desconocido al publico.

En el 1986 el parque fue reconocido por el intendente Wilson como área natural protegida por ley y fue la primera de este tipo  en Uruguay.

En el 1994 se descubrieron 100 especies de pájaros, 20 tipos de mamìferos, 18 de anfibios y 20 especies de peces. Tambien se constataron 224 especies de arboles autoctono y 87 de esos se encuentran en la quebrada.

 

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Desde el  2008 la Quebrada de los Cuervos, como pionera en la protección ecologica, fue reconocida como un paisaje protegido por el gobierno del Uruguay , con sus 4413 ha y fue incluido en el Sistema Nacional de las zonas protegidas (SNAP).

La area incluye camping y cabañas con muchos servicios turísticos que van de visitas guiadas hasta restaurantes, siempre respetando a la naturaleza y al ambiente.

Para visitar la quebrada es necesario hacerlo durante los horarios de visita y pagando una pequeña entrada.

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En la Quebrada de los cuervos encontramos un microclima subtropical que crea un contraste con los cerros y las llanuras alrededor.  Su flora y fauna es particular en un paisaje único del paìs. El rio Yerbal Chico fluye sobre un lecho de piedras y arena fina y sus aguas se ponen muy cristalinas y ofrece una agua 100 % potable.

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Sierra de las animas, Maldonado

La Sierra de las animas (550 m slm) prende il suo nome da diverse leggende e rappresenta un escursione nella natura camminando fino a Cañadón de los Espejos. Un luogo magico a solo un ora e mezza di distanza da Montevideo, a pochi km da Piriapolis e a 60 km da Punta del Este.

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Si racconta che in queste montagne si rifugiavano gli indigeni Charrua quando gli spagnoli  colonizzarono questa regione uruguaiana, finché vennero uccisi dai conquistatori. La leggenda racconta che di notte si possono vedere i riflessi dei loro spiriti. Questo ha dato il nome alla Sierra de las Animas.

Il parco è formato da un insieme di montagne, tra cui il Cerro Chico alto 380 m ed il Cerro de las Animas alto 501 m che rappresenta il secondo colle più alto dell’Uruguay.

Le montagne sono di origine vulcanica e risalgono a circa 500 milioni di anni.

Attraversiamo il bosco autottono umido e fresco , grandi prati dove pascolano le mucche e poi passiamo per pietre giallastre per salire le rocce. Qui in questa sierra (montagna alta 500 m) troviamo i famosi pozzi azzurri da dove nasce anche la sorgente dell’acqua NATIVA marca uruguaiana. Acqua bella fresca e pulita, che però è a grave rischio a causa dei campi di soja che si stanno coltivando nella zona. I pesticidi inquinano queste acque, i locali protestano  contro i proprietari stranieri e le multinazionali che investono nella zona ancora intatta.

 

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Attraversiamo una bellissima flora e fauna per arrivare dopo circa 3 km alla cascata della sierra, che purtroppo non aveva molta acqua in quel momento. La laguna però  ha acqua freschissima nella quale ci si può rinfrescare e nuotare un po’.

Charles Darwin era arrivato in questo posto affascinato dalla flora e fauna in stato selvaggio, per studiarla. Oggi si cerca di proteggere questo parco il più possibile e si permettono le visite solo in certi giorni e in un orario definito.  Una guida porterà i visitatori fino alle cascate e informerà sulle piante e gli animali del posto.

 

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La Sierra de las animas (550 m ) toma  su nombre de diferentes leyendas y representa  una excursion trekking hasta el Cañadón de los Espejos. Un lugar màgico que se encuentra solo a una hora y media de Montevideo, pocos km de Piriapolis y 60 km desde Punta del Este.

Una leyenda cuenta que en estas sierras buscaban refugio los Charruas cuando los españoles colonizaron la región. Esos indigenas murieron a manos de los conquistadores y se dice que durante la noche se puede ver el resplandor de sus espíritus. Es así que nace el nombre de Sierra de las Animas, conocida también como Sierra de las Almas.

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El parque está formado por un conjunto de sierras, entre estos el Cerro Chico de 380 metros de altura, y el Cerro de las Ánimas,  (501 metros) este  es el segundo cerro más alto del país.  Las sierras son de origen volcánico y tienen  aproximadamente 500 millones de años.

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Charles Darwin estudió el monte indígena cuando llega a Uruguay, fascinado por su flora y fauna en estado salvaje.

En estas  Sierras encontramos el Cañadón de los Espejos y los Pozos Azules. Se trata de pozos de agua que se nutren de manantiales, agua de lluvia y una corriente que tiene su naciente en el Cerro de las Ánimas.  Aquí nace también la famosa agua NATIVA , marca uruguaya. Los pozos tienen un color azul por la cantidad de los minerales que tienen.

Mucha riqueza natural del paisaje se ve gracias a las cascadas, un bosque agreste y virgen, y flora y fauna autóctona. Lamentablemente los pozos azules están amenazados por los fertilizantes que se utilizan en los campos de soja. Los locales luchan contra las multinacionales extranjeras que contaminan las aguas locales por intereses personales. Se trata de mantener la zona lo más incontaminado que se pueda.

Por esta razón el parque tiene días para las visitas y también un horario desde las nueve de la mañana hasta la tarde. Se puede ingresar con un guía de la Red animas, que les contara también sobre la flora y fauna del lugar y los llevar hasta las cascadas.

 

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Frammenti di Carnevale 2018

Il Carnevale più lungo del mondo è proprio in Uruguay, e anche quest’anno abbiamo visitato la sfilata a Salinas.

El Carnaval mas largo del mundo se celebra en Uruguay, este año fuimos a verlo en Salinas.

 

Diversi personaggi come la mama vieja, artisti di strada, ballerine, venditori ambulanti, tamburi sfilano per la strada principale riempendo la notte di colori. Carnevale 2018

Los personajes y las comparsas son artistas, bailarinas, mamas viejas y los tambores por la calle principal que llenan la noche de colores.

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I bambini con i loro tamburi partecipano attivamente al candombe.

Los niños pequeños aprendieron a tocar el tambor en ritmo de candombe.

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Il venditore di carta tagliata rappresenta un personaggio autentico dell’Uruguay., che non faceva parte della sfilata!

El vendedor de papeles picados es un personaje real tipico de Uruguay…no era parte del desfile!

Le bandiere che sventolano nell’aria sopra le teste delle persone del pubblico. Toccare la bandiera è di buon auspicio. Ogni gruppo che passa ha la propria bandiera personalizzata con un significato preciso.

Las banderas que tocan casi las cabezas de las personas en el publico. Cada grupo tiene sus banderas personalizadas que tienen una historia y un significado.

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Il candombe  è la parte fondamentale e la musica del Carnevale uruguaiano!

El candombe es la parte mas importante, el alma del Carnaval..la musica que se escucha en el desfile.

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Le bellissime MAMA VIEJA accompagnata dal signore con barba, chiamato gramillero un curandero.

Las preciosas Mama Viejas con gramillero. Ella representa la dignidad de las mujeres negras y el Senior es un curandero.

 

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Ogni gruppo o comparsa ha colori diversi e figure che simbolizzano qualcosa. Nell’ultimo tamburo le mani incatenate rappresentano gli schiavi africani che lottavano per la loro libertà.

Cada gruppo o comparsa tiene un tema e color distinto,  en el ultimo encontramos las manos en cadenas, que representa los esclavos africanos que luchaban por la libertad.

 

Yemayà, la Dea del Mare

 

La ceremonia della Dea Yemayà  noi l’abbiamo festeggiata sulla spiaggia di Parque Solymar solitaria , lontana dalla confusione di Montevideo. Il 2 di febbraio alle sei e mezza del mattino ho accompagnato la mae per fare le sue donazioni.

La ceremonia de la diosa del mar Yemayà en la playa de Parque de Solymar, fue tranquila y solitaria ,  lejos de Montevideo. El  2 de febrero a las seis y media de la mañana acompañé la mae a celebrar su ceremonia con las donaciones.

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Come ogni anno in tutto Uruguay il 2 di febbraio si celebra la Dea de Mare Yemayà, secondo la religione afro-brasiliana Umbanda. Alle sei e mezza del mattino oppure la sera prima (dopo mezzanotte) si portano i doni al mare .

Como cada año el 2 de febrero se celebra en todo Uruguay Yemayà, según la religion afro-brasilenia Umbanda. A la seis de la mañana bajé con la mae a la playa para llevar los regalos a la diosa. Algunos habían celebrado la noche anterior.

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I doni che sono fiori bianchi o azzurri, frutta, bibite, dolci vengono portati in mare con una barca decorata  dagli umbandisti.  Vengono anche donati alle onde del mare su un piatto.

Los regalos son flores blancas o azules, fruta, bebidas, dulces que se llevan al mar con un barco decorado por los umbandistas.  Se lleva todo a las olas del mar, también se puede dejar en un plato o en una bandeja.

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Le decorazioni sono elaborate con conchiglie, fiori e perle.

Las decoraciones son elaboradas con caracoles de mar, flores y perlas.

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I fiori bianchi che abbiamo donato noi ….

Las flores blancas que donamos nosotras….

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I doni possono essere accompagnati anche da monete e richieste particolari che la Dea esaudisce.

Los regalos pueden ser acompañados también por monedas y pedidos para la diosa.

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Le candele sono una parte importante della ceremonia e devono essere azzurre o bianche.

Las velas son parte importante de la ceremonia y tienen que ser de color azul o blanco.

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Il piatto donato da noi era un dolce di mais (mazamorra) con cocco e merengue ... insieme ai fiori bianchi.

La bandeja de la Mae llevaba mazamorra con coco y merengue, junto a flores blancas.

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La Mae porta i doni dolce e fiori al mare…..con un rituale .

La Mae lleva los dulces y las flores blancas al mar junto a su ritual.

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Ringrazio la mae Isabel per avermi fatto partecipare a questa bella ceremonia, senza essere parte della sua religione e di condividere una cerimonia tanto importante per lei.

Agradezco mae Isabel  por haberme invitado a esta ceremonia religiosa tan importante sin ser parte de su misma religiòn. Gracias por compartir conmigo!

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Chi non viaggia ha letto solo la prima pagina di un libro.