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La quebrada de los cuervos

La quebrada de los cuervos (gola dei corvi) rappresenta una gola stretta nel dipartimento uruguaiano Treinta y Tres , zona naturale protetta con un rilievo che arriva ad un massimo di 300 m di altezza. Il suo nome proviene dalla presenza del corvo con la testa rossa che spesso si vede sorvolare la gola.

 

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Il parco di circa 365 ettari fu un regalo da parte del Dr. Francisco Dicasio Oliveres al municipio di Treinta y Tres nel 1944. Per molto tempo si mantenne il suo stato naturale grazie anche al difficile accesso che lo mantenne sconosciuto al pubblico.

Nel 1986 il parco venne riconosciuto da Wilson come area naturale protetta per legge e fu la prima di questo genere in Uruguay.

Nel 1994 vennero scoperte 100 specie di uccelli, 20 tipi di mammiferi, 18 tipi di anfibi e 20 tipi di pesci. Inoltre si constatarono 224 specie di alberi autoctoni di cui 87 si trovano in questa gola.

 

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Dal 2008 la Quebrada de los Cuervos, come  pionera nella protezione ecologica, venne riconosciuta dal Gobierno del Uruguay come “paesaggio protetto” dal decreto di legge con  i suoi 4.413 ettari e si incluse nel Sistema Nazionale delle zone protette (SNAP).

L’area include servizio campeggio e bungalow con molti servizi turistici che vanno da visite guidate a ristorante, sempre rispettando la zona e l’ambiente.

Per visitare la quebrada è necessario farlo negli orari di visita e pagando una piccola quota.

 

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Nella quebrada  troviamo un microclima subtropicale che è in contrasto con le colline e pianure circostanti. Quindi ospita una flora e fauna particolare in un intorno paesaggistico unico del paese.  Il fiume Yerbal Chico scorre sopra il letto di pietre e sabbie sottili e che diventa altamente cristallino offre un acqua potabile al 100%.

 

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La quebrada de los cuervos

La quebrada de los cuervos representa una garganta estrecha en el interior del departamento de Treinta y Tres de Uruguay. Se trata de una zona natural protegida por un cerro que llega alrededor de los 300 m de altura. Su nombre se debe a la presencia del cuervo de cabeza roja que vuela en los cielos de la quebrada.

 

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El parque de 365 ha fue un regalo de Dr. Francisco Dicasio Oliveres para la intendencia de Treinta y Tres en el 1994.  Durante mucho tiempo se mantuvo su estado natural gracias también a su difícil acceso que lo mantuvo desconocido al publico.

En el 1986 el parque fue reconocido por el intendente Wilson como área natural protegida por ley y fue la primera de este tipo  en Uruguay.

En el 1994 se descubrieron 100 especies de pájaros, 20 tipos de mamìferos, 18 de anfibios y 20 especies de peces. Tambien se constataron 224 especies de arboles autoctono y 87 de esos se encuentran en la quebrada.

 

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Desde el  2008 la Quebrada de los Cuervos, como pionera en la protección ecologica, fue reconocida como un paisaje protegido por el gobierno del Uruguay , con sus 4413 ha y fue incluido en el Sistema Nacional de las zonas protegidas (SNAP).

La area incluye camping y cabañas con muchos servicios turísticos que van de visitas guiadas hasta restaurantes, siempre respetando a la naturaleza y al ambiente.

Para visitar la quebrada es necesario hacerlo durante los horarios de visita y pagando una pequeña entrada.

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En la Quebrada de los cuervos encontramos un microclima subtropical que crea un contraste con los cerros y las llanuras alrededor.  Su flora y fauna es particular en un paisaje único del paìs. El rio Yerbal Chico fluye sobre un lecho de piedras y arena fina y sus aguas se ponen muy cristalinas y ofrece una agua 100 % potable.

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Frammenti di Carnevale 2018

Il Carnevale più lungo del mondo è proprio in Uruguay, e anche quest’anno abbiamo visitato la sfilata a Salinas.

El Carnaval mas largo del mundo se celebra en Uruguay, este año fuimos a verlo en Salinas.

 

Diversi personaggi come la mama vieja, artisti di strada, ballerine, venditori ambulanti, tamburi sfilano per la strada principale riempendo la notte di colori. Carnevale 2018

Los personajes y las comparsas son artistas, bailarinas, mamas viejas y los tambores por la calle principal que llenan la noche de colores.

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I bambini con i loro tamburi partecipano attivamente al candombe.

Los niños pequeños aprendieron a tocar el tambor en ritmo de candombe.

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Il venditore di carta tagliata rappresenta un personaggio autentico dell’Uruguay., che non faceva parte della sfilata!

El vendedor de papeles picados es un personaje real tipico de Uruguay…no era parte del desfile!

Le bandiere che sventolano nell’aria sopra le teste delle persone del pubblico. Toccare la bandiera è di buon auspicio. Ogni gruppo che passa ha la propria bandiera personalizzata con un significato preciso.

Las banderas que tocan casi las cabezas de las personas en el publico. Cada grupo tiene sus banderas personalizadas que tienen una historia y un significado.

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Il candombe  è la parte fondamentale e la musica del Carnevale uruguaiano!

El candombe es la parte mas importante, el alma del Carnaval..la musica que se escucha en el desfile.

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Le bellissime MAMA VIEJA accompagnata dal signore con barba, chiamato gramillero un curandero.

Las preciosas Mama Viejas con gramillero. Ella representa la dignidad de las mujeres negras y el Senior es un curandero.

 

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Ogni gruppo o comparsa ha colori diversi e figure che simbolizzano qualcosa. Nell’ultimo tamburo le mani incatenate rappresentano gli schiavi africani che lottavano per la loro libertà.

Cada gruppo o comparsa tiene un tema e color distinto,  en el ultimo encontramos las manos en cadenas, que representa los esclavos africanos que luchaban por la libertad.

 

Blog del mese 2018

Iniziamo l’anno con un intervista dell’Uruguay su Expat! Orgogliosa di poter iniziare questo 2018 con il mio blog come BLOG DEL MESE!

Empezamos bien el 2018 con una entervista en Expat! Feliz de empezar el 2018 de esta manera con mi blog como BLOG DEL MES!

Il mio racconto dell’Uruguay su Expat

Expat: il sito degli italiani espatriati in tutto il mondo. Molto interessante anche per conoscere persone nuove e condividere con loro le proprie esperienze. Inoltre si trovano molti consigli utili per ogni Paese e luogo.

Expat es la pagina de los italianos emigrados para todo el mundo. Aqui encontramos personas nuevas, consejos, y podemos hablar de nuestras experiencias desde cada lugar del mundo.

 

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Grazie e Buon anno 2018 a tutti!

Gracias y Feliz año nuevo 2018 !

 

Uruguay, la Svizzera del Sudamerica

Uruguay è il paese per chi ha voglia di scoprire mete nuove, fuori dai soliti viaggi turistici e poco conosciuto dagli europei.

 

L’Uruguay il cui nome ufficiale è República Oriental del Uruguay, veniva chiamata anche “la Svizzera dell’ America Latina” (nome dovuto alla sua stabilità economica e politica) è un paese piccolo situato al cosiddetto cono sud tra Argentina e Brasile, con una superficie di 176.215 km² e con 3.300.000 abitanti. La capitale è Montevideo, conta con 1,38 milioni di abitanti ed è situata nella parte meridionale del paese, si affaccia sulla riva settentrionale del Rio de la Plata. Città sempre ventilata e quindi anche poco inquinata.

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Uruguay è uno Stato suddiviso in 19 dipartimenti con alcune città importanti come Montevideo , Colonia, Ciudad de la Costa e Salto. Il clima è sempre umido, ci sono le quattro stagioni e d’inverno le temperature arrivano anche a 0 o meno gradi, mentre d’estate anche ai 30 gradi.

Inoltre trovate dieci cose da visitare in Uruguay   nell’articolo Scorci di mondo!

Un po’ di storia

Si presume che fino dal VII millennio a. C. il paese fosse abitato da piccoli gruppo di popolazioni nomadi, la prima stanziale importante furono una tribù chiamata Charruas.

La storia ufficiale inizia dal 1516 quando Juan Dias de Solis raggiunse il paese per la prima volta dal Rio de la Plata e avvenne la sua “scoperta”. Questa è la versione spagnola. Mentre i portoghesi volevano che fosse scoperta due anni prima da loro. Nel 1624 si fondò il primo insediamento stabile a Villa Soriano sulle rive del Rio Negro. Nella epoca successiva avvennero diversi sconti tra portoghesi e spagnoli e nel 1726 venne fondata Montevideo.

Un personaggio importante da nominare è Josè Gervasio Artigas che diventò eroe nazionale uruguaiano che organizzò una rivolta contro la Spagna con buon esito. Dieci anni più tardi la Provincia Oriental del Rio de la Plata, l’Uruguay era chiamato così allora, fu annesso al Brasile nel 1816 con l’invasione ludo-brasiliana.

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Il 25 agosto del 1825 dopo numerose rivolte se ne staccò e diventò la federazione regionale con le Province Unite del Rio de la Plata (l’odierna Argentina) si trattava di un annessione. Insieme combatterono contro il Brasile in una guerra di 500 giorni. Non vinse nessuno e nel 1828 il Regno Unito promosse il Trattato di Montevideo, che rese l’Uruguay un paese completamente indipendente.

L’immigrazione europea

A fine del XIII secolo iniziarono le immigrazioni provenienti specialmente dall’Europa. L’influenza di molti italiani, francesi e tedeschi si può notare ancora oggi nei loro cognomi. Molti immigranti sono discendenti dagli italiani e ciò si riflette anche nella cultura e nei cibo. In Uruguay alcuni piatti tipici sono i ñoquis (gli gnocchi), i canelones (i cannelloni), fideos con tuco (pasta al ragù) che riflettono la nostra tradizione gastronomica a parte il famoso asado (grigliata saporita con la miglior carne del paese) e altri piatti creoli e varietà di dolci, come torta frita e alfajores, il famoso chivito al pan (vedi foto) Da non dimenticare è il mate, il tè sudamericano che in Uruguay si beve a tutte le ore del giorno.

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Il chivito al pan contiene carne, uovo, pancetta, insalata,pomodori, olive e salse.

 

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Il mate con il termo e bombilla (cannuccia di acciaio)

Una curiosità:

Il 29 di ogni mese si mangiano gli gnocchi! Questa è una antica tradizione tramandata da padre a figlio. Si lasciava una banconota sotto ciascun piatto. Una tradizione che ricorda la necessità di ricorrere ai piatti più poveri a fine mese prima di ricevere lo stipendio.

In questo paese troviamo una mescolanza di razze: indigene, creole, africane ed europee. L’arrivo degli africani schiavi ha influenzato anche le credenze e le religioni. Infatti la religione ufficiale in Uruguay è la cattolica, con minoranze protestanti ed ebree, ma è anche molto diffusa la religione afro-cattolica chiamata Umbanda (proveniente dal Brasile ).

Uruguay è anche il paese del calcio! Qui le partite sono sacre e le vittorie vengono festeggiate con petardi e fuochi d’artificio. E’ obbligatorio essere tifosi di una squadra, spesso ti chiedono “ Tifi per Peñarol, o Nacional”?
Lo stadio Centenario di Montevideo è il più famoso.

Un’altra curiosità:

Il Tero (la pavoncella del Cile) è il simbolo nazionale dell’Uruguay. Quest’uccello lascia le sue uova nel prato del campo, anche nello stadio. I Tero non possono assolutamente essere rimossi. Prima delle partite le uova vengono spostate fuori dal campo per poi essere rimesse a fine partita. Spesso durante le partite tra i giocatori si possono vedere i simpatici Tero che girano in mezzo al campo per cercare le uova.

Da non perder sono anche i tramonti uruguaiani!

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Uruguay, la Suiza de Sudamerica

Uruguay es un país poco conocido por los europeos y ofrece un viaje  con destinaciones nuevas lejos de los usuales viajes turísticos.

 

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El nombre oficial dell’Uruguay es República Oriental del Uruguay, era conocido también como la “Suiza de la America Latina”, gracias a su estabilidad económica y política.

Uruguay es un país pequeño ubicado en el cono sur entre Argentina  y Brasil, tiene una superficie de 176.215 km² y tiene 3.300.000 de habitantes.  La capital es Montevideo, que conta con 1,38 millones de habitantes y esta ubicada en la parte sur de Uruguay frente al Rio de la Plata. La capital siempre esta ventilada y no es tan contaminada como muchas ciudades de Sudamerica.

Uruguay está dividido en 19 departamentos con algunas ciudades importantes como Montevideo, Colonia, Ciudad de la Costa y Salto. El clima suele ser húmedo, hay cuatro estaciones y en invierno las temperaturas pueden bajar también a 0 o bajo 0, en verano llegan a 30 y mas grados con mucha humedad.

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 La imaginación europea

A finales del siglo XIII empezaron imigrar los europeos hacia Uruguay. Hoy se nota la influencia italiana, francesa y alemana en este país, como también en los apellidos. Muchos inmigrantes son descendentes de italianos y eso se refleja en la cultura y en las comidas, donde la criolla se mezcló con la “tana”. Algunos platos típicos son los ñoquis (gli gnocchi), los canelones (i cannelloni), fideos con tuco (pasta al ragù) y el buenísimo asado con la mejor carne uruguaya. También hay variedad de dulces y pasteles caseros, la torta frita, alfajores y el chivito al pan que se encuentra en todos los restaurantes de Montevideo. Todo esto puede ser acompañado por el mate, el tè sudamericano.

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Mate con termo y bombilla

Una curiosidad sobre los ñoquis

El 29 de cada mes se comen  ñoquis en Uruguay! ?Que hay detrás de esta costumbre?Es una costumbre que se pasó de padre a hijo. Antiguamente se dejaba un billete por debajo de cada plato. La tradición acuerda la necesidad de comer los “platos mas pobres” a final de mes antes que se cobrara. Hoy todavía en muchas casas se comen ñoquis el 29 de cada mes.

La influencia afro

En Uruguay encontramos una mezcla de razas: indigena, criolla, afro y europea.

La llegada de los africanos con la esclavitud influyó mucho en las creencias y en las religiones del país. La religión oficial es la católica, con una menoría de protestantes e judìos y la religión Umbanda de origen afro-cattolica también que viene de Brasil es muy conocida.

También el Carnaval de Uruguay tiene una importante influencia afro. El desfile de Carnaval está acompañado por el Candombe, los tambores afro que siguen el ritmo con sus bailarinas. Ademas encontramos muchos personajes interesantes que desfilan.

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Una mama vieja de origen afro tipica del Carnaval de Uruguay.

 

Lo que no hay que perderse en Uruguay son los amaneceres y los atardeceres con sus colores increíbles!

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Il gaucho del cono sud

Questa volta percorriamo la campagna all’interno dell’Uruguay per scoprire il mondo magico dei gauchos e degli animali che vivono liberi nel campo. L’Uruguay visto con occhi diversi immergendoci nel cuore di questo paese del cosiddetto cono sud.

 

I gaucho -pl. gauchos in spagnolo, li troviamo in Argentina, nel dipartimento boliviano di Tarija, nel sud del Brasile, in Paraguay, in Uruguay e in Cile.

Si potrebbe dire che il gaucho è nato nella Pampa orientale attorno al XVIII secolo. Il termine probabilmente deriva dall’arabo, “uomo a cavallo”, o anche dal quechua huacho (pronuncia: huaccio) che significa “senza madre“.
Costui viene descritto come un “selvaggio bianco che vive lontano dalla società“, un “nomade a cavallo” e rappresenta un’importante figura nella storia delle pampas sudamericane. (Wikipedia)

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Oggi giorno troviamo ancora  gauchos in Uruguay all’interno del paese in campagna oppure nelle feste tipiche creole dove si esibiscono come per esempio nella famosa Expo Prado di Montevideo.

I Gauchos si poterebbero anche paragonare ai  cow boy nord americani e la loro caratteristica è la loro abilità nel cavalcare i  cavalli creoli e anche dall’uso delle bolas. Queste sono palline di pietra che arrotolate dei lacci di cuoio vengono fatte roteare sopra la testa e poi lanciate vengono arrotolate attorno alle gambe della preda. Questa usanza è tramandata di padre in figlio tra i gauchos e ha origini risalenti a migliaia di anni fa.

 

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Questi ragazzi, molti anche giovani lavorano tutto il giorno in campagna circondati da natura ed animali, sono da ammirare e non sono così insoliti in questa zona di Rocha (dipartimento del Uruguay) per esempio. Strada facendo verso la Laguna di Rocha troviamo anche tre bambini dai circa 7-11 anni che cavalcano in modo spettacolare vicino alla nostra macchina…decidono di fare le gare con noi…a chi arriva prima! Ridono e si divertono guardandoci con uno sguardo di sfida… noi accettiamo la sfida. Bambini scalzi a cavallo….come molti anni fa nella nostra bella Italia. Che felicità ci trasmette pure a noi….

Questi bambini sono un esempio che un mondo semplice e naturale esiste ancora.

Forse erano figli dei gauchos che giocavano sulla stradina sterrata nel campo. Intorno ancora cavalli e più avanti mucche, tutti liberi senza stalle, vengono allevate così liberi e felici. Vengono radunati solamente in caso di forti temporali.

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El gaucho de Sudamerica

Esta vez recorremos el campo del interior de Uruguay  para descubrir el mundo magico de los gauchos y de los animales que viven libres en el campo. El Uruguay visto con ojos distintos, entrando en el corazón de este país ubicado en el cono sur.

Los Gaucho se encuentran en  Argentina, en el departamento boliviano de Tarija, en el sur de Brasile, en Paraguay, en Uruguay y en  Chile.

Se podría decir que el gaucho nació en la pampa oriental en el siglo XVIII. El nombre  gaucho podría  derivar desde el arabe que significa “hombre a caballo” o también desde el quechua huacho que significa  “sin madre”.

El gaucho es descrito como “hombre blanco que vive lejos de la sociedad”, “un nómade en caballo” que representa un importante figura en la historia de las pampas sudamericanas.

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Hoy dia encontramos todavia los gauchos en Uruguay en el interior del pais, sobretodo en el campo o en las fiestas criollas donde tienen espectáculos en caballo como en la famosa Expo Prado de Montevideo.

Los gauchos se pueden comparar a los vaqueros americanos  que ademas saben cabalgar muy bien los caballos criollos y usar las bolas. Las bolas son piedras que están atados con lazos de cuero y se rodean sobre la cabeza para lanzar en las piernas de las presas. Es una costumbre  y tradición muy antigua que se transmite de padre a hijo.

 

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Estos chicos, son también jóvenes que trabajan todo el día en el campo rodeados por naturaleza y animales. Aquí en el interior de Rocha hemos encontrado unos cuantos. Por la carretera que lleva a la Laguna de Rocha vemos también te niños entre 7-11 años que cabalgan como profesionales y nos retan con una carrera…nosotros en auto y ellos en caballo. Una mirada de desafío y mucha risa …niños descalzos que parecen haber nacido arriba de estos animales….corren felices!

Estos niños son un ejemplo que un mundo sencillo y natural todavía existe. 

Imaginamos que fuesen hijos de los gauchos que paseaban por la calle sin asfalto en el campo. Alrededor solo caballos y vacas, todas libres, que se crían felices en libertad. los gauchos los juntan solo en caso de fuerte tormenta.

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I Tero, uccelli sudamericani

I “Tero” sono degli uccelli sudamericani e simbolo nazionale dell’Uruguay. Questi uccelli sono ottimi guardiani e rappresentano un simbolo nello sport di questo paese.

 

La pavoncella del Cile (Vanellus chilensis) è un uccello che vive nel Sudamerica settentrionale Cile, Argentina, Brasile ed Uruguay di cui è uccello nazionale. Esistono quattro sottospecie. L’uccello è chiamato anche teru teru per il suono che emana. In generale stanno in gruppo e sono molto protettivi con i loro piccoli. Costruiscono i loro nidi in campo aperto, dato a questo sono molto sensibili ai rumori o movimenti strani. Quando sono agitati per qualcosa emettono il loro suono tipico teru teru , suono caratteristico, forte e repetitivo. Il loro nido è piccolo e costruito in un piccolo buco nel campo con pochi rami e fili d’erba. Infatti passa quasi inosservato. Pongono 3-4 uova da fine d’inverno e possono porre uova diverse volte all’anno. Sia padre che madre si occupano dei piccoli e li proteggono finché sanno volare.

Inizialmente vivevano solo in campagna, adesso si trovano ovunque, città e spiaggia. Vengono anche cresciuti per tenere in giardino come guardiani. Le loro ali hanno delle punte con le quali possono attaccare i nemici.

Il cosiddetto Tero è considerato l’uccello nazionale dell’Uruguay ed il suo nome è simbolico, persono la selezione di rugby dell’Uruguay si chiama Los teros.

In Uruguay il campi da calcio e gli stadi sono pieni di questi uccelli che anche durante le partite importanti ed internazionali ne fanno parte. Vengono rimossi i loro nidi durante le partite per poi essere rimessi. I tero non si toccano!

 

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Los Teros son aves sudamericanas y simbolo nacional de Uruguay. Son excelentes guardianes y representan el simbolo de deporte en este pais.

Vanellus chilensis es un ave llamado comunemente tero comùn o teru teru por el sonido que hacen. Existen cuatro subespecies y viven en Sudamerica como Argentina, Chile, Brasil y Uruguay, donde es el ave nacional.

Por lo general  se mueven en grupo y son muy cuidadosos de sus pichones. Ponen sus nidos en el campo abierto, razón por la cual son muy sensibles ante cualquier ruido o movimiento extraño. Al alarmarse emiten su grito característico, fuerte y repetido que es el teru teru. El nido es un pequeño hoyo en el campo con pocas ramas y hierbas, no son faciles de notar. Ellos ponen 3-4 huevos desde finales de invierno y la misma pareja puede poner huevos varias veces al año. Padre y madre cuidan los pichones hasta que aprendan a volar.

En principio vivian solo en el campo, hasta que empezaron a poblar también las ciudades y la playa. Mucha gente los cría en el jardín de la casa porque son buenos guardianes que tienen como puntas en las alas con las cuales pueden lastimar el enemigo mientras vuelan.

El ave nacional de Uruguay es el tero y el nombre simbolico lo tiene tambien la selección de rugby de Uruguay Los Teros.

Las canchas de futbol y los estadios están llenos de teros también durante los partidos importantes. Se quitan los nidos por motivos de seguridad y se ponen de nuevo después de los partidos. Los teros no se tocan!

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Carnevale Uruguay 2017

Benvenuti al Carnevale uruguaiano, il Carnevale più lungo del mondo in un paese piccolo del Sudamerica!

Questa volta abbiamo visitato il Carnevale di Lagomar, Ciudad de la Costa, circa 24 km da Montevideo la capitale. In Uruguay si festeggia per 40 giorni e le sfilate si spostano di città in città..ripercorrendo così tutto il paese. Quindi se pensavate che il più lungo carnevale fosse in Brasile vi sbagliavate!

Bienvenidos al Carnaval mas largo del mundo, el carnaval de Uruguay!

Esta vez visitamos en Carnaval de Lagomar en Ciudad de la Costa, 24 km desde la capital Montevideo. En Uruguay se celebra por 40 dias el Carnaval y por eso es el mas largo del mundo! Quien pensaba que lo de Brasil fuera el mas largo se equivocò.

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Le bellissime “mama vieja” che rappresentano le signore di colore come dignità della donna “nera”, cioè afro-uruguaiana.

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Las hermosas “mamas viejas”que representan la dignidad de la mujer afro en Uruguay.

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Il Candombe….parte importante del Carnaval dell’Uruguay.

El Candombe es una parte importante del Carnaval de Uruguay.

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Le ballerine tipiche del Carnevale uruguaiano, simili a quelle del Brasile.

Las bailarinas típicas del Carnaval de Uruguay,parecidas a las del Brasil.

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