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Umbanda, una religione moderna

Ho avuto l’onore di assistere ad una sessione di rito Umbanda entrando nel tempio della mia amica, conoscendo così un mondo spirituale tipico brasiliano ma molto diffuso anche in Uruguay.

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 UMBANDA é una religione moderna nata in Brasile, che mescola cattolicesimo, candomblé e la dottrina spiritista di Allan Kardec. Si basa su tre principi:

Fraternitá, Amore per il Prossimo, Caritá.

Nata ufficialmente nel 1908 è stata però legalizzata solo nel 1945.

Umbanda ha i seguenti principi:
*esiste un Dio che ha creato vari Orixas per manifestare le sue qualità. Questi rappresentano un aspetto delle natura o della personalità dell’uomo e si manifestano attraverso simboli, elementi, movimenti e colorite. Esiste una corrispondenza tra Orixas ed i santi del cattolicesimo.
* l’anima è immortale e si rincarna
* i medium o le guide possono mettersi in contatto con il mondo spirituale attraverso gli spiriti .

I rituali sono complicati e pieni di simboli. Principalmente ci sono di diverse correnti che hanno influenzato la religione Umbanda.

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Oxala che corrisponde a Gesù e la colomba bianca vicino ad un immagine orientale

Prima corrente: formata dallo spirito dei nativi che vivevano lì prima dell’arrivo dei conquistatori europei. Loro conoscevano l’incorporazione dei medium che praticavano lo sciamanesimo nelle loro cerimonie, che credevano nell’immortalità dello spirito, nel soprannaturale e nel contatto con i morti.

Seconda corrente: i culti africani avevano le stesse credenze ma più definite. I sacerdoti praticavano rituali e magie per equilibrare le influenze del mondo soprannaturale su quello terreno e delle persone. I Yoruba creavano un culto per gli spiriti e adoravano gli ancestrali con riti. La cultura venne trasmessa oralmente da padre a figlio in forma di leggenda e preservava conoscenze molto antiche come sulla creazione del mondo. La religione Umbanda ha ereditato il Dio da questa religione afro.

Terza corrente: nello spiritismo kardecista si incorporavano gli spiriti degli indios, degli ex schiavi neri, degli orientali, ecc. Hanno creato la corrente denominata “Umbanda Bianca”, dove si riconosce la manifestazione dei caboclos, pretos-velhos e niños/as. I culti si aprono con preghiere per Gesù, i membri s’identificano come Spiritisti di Umbanda.

Quarta corrente: nella religione Umbanda si usa la magia bianca o positiva, quindi i lavori religiosi si uniscono ai lavori spirituali con magia e spesso purtroppo si usa anche magia nera.

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Umbanda dispone di tante immagini di santi cattolici nei suoi altari e questo ha favorito il processo di transizione dei cattolici verso questa religione moderna. La figura di Yemayà corrisponde alla vergine Maria nel cattolicesimo.

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La dea afro  della fertilità

 

Umbanda una religiòn moderna

 

La Umbanda es una religión moderna, fundada en Brasil a principios del siglo XX. Es una religión que mescla varias religiones (cristianismo, afro, indigena ) y la doctrina de Allan Kardec.

El “Espiritismo de Umbanda” es una religión espiritista y esotérica, que combina elementos tanto del espiritismo como del ocultismo – oriental, junto a las corrientes religiosas africana (Bantú) y americana (Tupí-Guaraní) (Wikipedia)

 

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La cultura afro-brasileña inició un sincretismo entre el catolicismo, los cultos afros, nativos, y la doctrina de Kardec. Tiene reglas o principios de las religiones orientales como el budismo o hinduismo. La creencia originaria se ha mutado en diferentes zonas pero ha mantenido sus principios incólumes.

En los templos se combaten o anulan las energias negativas por las entidades que se manifiestan incorporando en sus médiums.
Existen diferentes corrientes:

Primera corriente:

Formada por los espíritus nativos que vivían antes de la llegada de los extranjeros conquistadores. Ellos conocían la incorporación de los médium que practicaban en el chamanismo en sus ceremonias, creían en la inmortalidad del espíritu, en lo sobrenatural y el contacto con los muertos.

Segunda corriente:

Los cultos africanos tenían las mismas creencias pero mas definidas. Los sacerdotes practicaban rituales y magias para equilibrar las influencias del mundo sobrenatural sobre el terrenal y para las personas. Creaban un culto para los espíritus (el pueblo Yoruba) y adoraban a los ancestrales con ritos. La cultura fue transmitida oralmente de padre para hijo en forma de leyendas y preservaron conocimientos muy antiguos como la creación del mundo.

La Umbanda heredó de los cultos de nación afro su panteón divino, que era pontificado por un Ser Supremo y poblado por divinidades que eran sus ejecutores junto a los seres humanos, así como sus auxiliares divinos que lo ayudaba en la concretización del mundo material.(wikipedia)

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Altar de SANTOS

Tercera corriente:

Los Kardecistas que incorporaban espíritus de indios, de ex-esclavos negros, de orientales, etc. Crearon la corriente denominada “Umbanda Blanca”, en los moldes espiritas, pero en la cual aceptaban la manifestación de caboclos, pretos-velhos y niños/as. Se abre los cultos con oraciones a Jesus, los miembros se identifican como“Espiristas de Umbanda”.

Cuarta corriente:

Dentro de la Umbanda es muy común el uso de la magia blanca o positiva, así que los trabajos religiosos se unen con los trabajos espirituales mágicos. Lamentablemente la magia negra es también muy común en algunos templos.

En la Umbanda hay muchas imágenes de santos católicos en los altares que facilitó el proceso de transición de los católicos hacia la religiòn Umbanda.

 

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Ofrendas para las mae y pai durante la sesiòn religiosa

 

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Imagenes orientales con paloma blanca
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Yemayà

Yemayà la regina delle acque, la Dea del mare

Questa divinità nasce dal popolo africano degli yoruba (Nigeria, Benin, Ghana, Camerun, Congo e Togo) ed è la madre di tutti gli orisha che sono le semidivinità. Essa è anche la regina dal mare e viene invocata per protezione, soprattutto per le donne in gravidanza, ma anche per purificazione o aiuto in generale. Si chiede la manifestazione nel suo aspetto materno, perché esiste anche un altro aspetto di Yemayà che è simboleggiato dal mare in tempesta.

Esistono diverse versioni del nome come per esempio: Yemayà, Imanja, Jemanja, Yemaya e molte altre. La tradizione crede che questa Dea sia nata dalla spuma del mare, la figura è come quella della “Grande Madre” (Dea della famiglia, dell’amore e della fertilità) di diverse tradizioni e ha insegnato l’amore a tutti gli orishas.

Questa divinità del mare arriva in Sudamerica dall’Africa insieme agli schiavi africani. Durante l’epoca della evangelizzazione degli schiavi africani, l’immagine originale della Dea (pelle più scura) venne convertita con il tempo in una Dea quasi cattolica a Mariana di pelle bianca ed un vestito azzurro lungo simile alla Stella Maris, Madonna dei Naviganti. Divenne così anche dea dei pescatori e delle imbarcazioni.
In questo modo gli schiavi hanno potuto continuare a praticare la loro religione, mascherando la loro sotto vesti cristiane, dando origine ad una festa religiosa unica.

Oggi questo culto viene praticato ancora in Brasile, Haiti, Cuba e Uruguay, cioè in tutti i paesi dove sono stati trasportati gli schiavi provenienti del golfo di Guinea.

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immagine da http://www.animez.info

 

Il 2 febbraio di ogni anno si festeggia la Iemanja a Montevideo e non solo…un po’ in tutto l’Uruguay. I fedeli arrivano già presto sulla spiaggia per lasciare le loro offerte, ma arrivano durante tutto la giornata. I rituali si celebrano sulla spiaggia Ramirez a Montevideo, dove la sera quando tramonta il sole affluiscono più persone. Qui le persone partecipano ai riti Umbandisti, ed è possibile comprare candele blu, garofani bianchi, barchette, fiori o altro da donare al mare, o meglio alla Dea del mare.

La statua di Yemayà è ricoperta di vesti blu e bianchi, fiori e circondata da candele.
Gli abiti da cerimonia degli Umbandisti sono bianco per gli iniziati nuovi, gonne lunghe per le donne e colori vistosi per i fedeli d’alto rango.

Le figure della  Mãe (madre in brasiliano) e il Pai (padre in brasiliano) che indossano i colori più forti guidano il rito. Inoltre intorno si suonano i tamburi a ritmo di candombe e canzoni. L’atmosfera decisamente mistica è resa ancora più tale con i sacrifici di piccoli animali, gesti sciamani, gioielli, profumi e le angurie che vengono utilizzate come barchette per i doni che vengono abbandonati al mare. Impossibile non farsi travolgere dalla curiosità… in questa cerimonia c’è tanto fascino e anche storia e cultura nascosta. Troviamo un po’ di Africa nascosta nella religione cattolica che si festeggia in Sudamerica.

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© Dario De Dominicis/LUZphoto

 

Yemayà, la Reina del Mar y de las aguas

Esta Diosa nace de un grupo etno-lingüístico de Africa (Nigeria, Benin, Togo) llamado yoruba  y es la madre de todas los orishas (semidioses).

Yemayá es el océano, la esencia de la maternidad y protectora de los recién nacidos, ella es la madre protectora. La diosa del Mar que se llama para pedir protección en su aspecto materno, porque existe también otro que es lo de la mar con temporal. Hay diferentes versiones de su nombre como: Yemayà, Imanja, Jemanja, Yemaya y muchos mas. La tradición cree que la diosa nació desde la espuma del mar, la “grande madre” (diosa de la familia, del amor y de la fertilidad) de distintas tradiciones y elle enserio también el amor a las orishas.
En Cuba es La Virgen de Regla y en Venezuela es La Virgen del Valle.

Yemayà la diosa del mar llega a Sudamerica desde Africa juntos a los esclavos. Durante la época de la evangelización de los esclavos africanos la imagen original de la diosa con piel más oscura fue convertida poco a poco en una diosa casi católica, Mariana de piel blanca con un vestido azul largo parecido a lo de Estrella Maris, la Madonna de los navegantes. De esta manera ella se volvió también diosa de los pescadores y de las embarcaciones. Los esclavos así pudieron seguir practicando la religión de ellos, escondiéndose detrás de la religión católica. Ellos dieron origen a esta fiesta religiosa única de la Yemayà.

Hoy este culto se celebra todavía en Brasil, Haiti, Cuba y Uruguay, o sea en muchas playas del paìs donde llegaron los esclavos desde el golfo de Guinea.

Cada 2 de febrero se celebra la Yemayà en Montevideo y un poco en todo Uruguay. Los creyentes llegan temprano y durante todo el día a la playa para dejar ofrendas al mar para la diosa. Los rituales se celebran en la playa Ramirez en Montevideo, donde la tarde con el atardecer la playa se llena. Aquí la gente participa a los rituales umbandistas y se pueden comprar velas azules, claveles blancos, barquitos, flores y mas ofrendas para el mar para rendir homenaje a la Reina del Mar. La celebración religiosa se transformó en una festividad popular que integra a la diversidad.

Yemanyà
http://www.gagdaily.com

La estatua de la divinidad está decorada con vestidos azules y blancos, flores y rodeada por velas. Los vestidos de la ceremonia de los umbandistas son blancos para los nuevos, faldas largas para las mujeres y colores vivos para los fieles de alto rango.
Las figuras de la  mãe y del pai visten con colores vivos y guían los rituales. Alrededor tocan los tambores a ritmo de candombe y se cantan canciones. La atmósfera es muy mística, aquí se encuentran sacrificios de pequeños animales, gestos chamanicos, joyas, perfumes y sandias que se utilizan para formar barcos con ofrendas para abandonar al mar.

Es imposible quedar indiferente …esta ceremonia es religiosa, pero también lleva mucha cultura e historia escondida. Cada año el 2 de febrero cien mil de personas llegan a las playas entre fieles, curiosos y turistas para participar al festival de Yemanyà, la diosa africana llegada a Sudamerica!

 

Candombe Uruguayo

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Il candombe è una manifestazione di origine africana e che acquisisce più significato nella cultura uruguaiana negli ultimi duecento anni, dopo che l’UNESCO l’ha riconosciuto come Patrimonio dell’umanità. Tale manifestazione culturale prende le sue origini in Sudamerica con l’arrivo degli schiavi africani. In Argentina ed in Brasile esistono anche alcune manifestazioni proprie di candombe.

Il candombe uruguaiano attualmente si suona con tre tamburi chiamati: chico, repique e piano e si fonde con altri strumenti come il piano, la chitarra o altri. Il candombe nasce nell’epoca coloniale dagli schiavi africani che arrivarono al porto di Montevideo che allora era il principale centro commerciale per il commercio di schiavi insieme a Cuba. Così si trasformò anche nel più grande mezzo di comunicazione, danza e religione. La parola Candombe appare per la prima volta scritta grazie allo scrittore Isidoro de Maria (1808-1829)

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La origine del candombe risale al 18esimo secolo nel Virreinato del Rìo de la Plata (ciò che oggi è Argentina e Uruguay) con i suoi tamburi e la gente tipica. Il candombe nasce in Angola ed arrivò con gli schiavi africani venduti soprattutto a commercianti portoghesi in Sudamerica nel 17 esimo e 18 esimo secolo. Contiene elementi della religione bantú e di quella cattolica. Coloro che colonizzarono il Brasile (zona di Salvador de Bahia), Cuba e di Rio de la Plata con le capitali di Buenos Aires e Montevideo sono i portatori della stessa cultura. Dietro ad ogni religione ci sono storie diverse e abbigliamenti diversi per i festeggiare i giorni festivi della cultura e della religione.

I neri africani si mescolano con la cultura comune di ogni paese. Il candombe si convertì in un emblema che rappresenta le persone di colore, grazie ad alcune famiglie e gruppi che hanno rafforzato l’ambiente del candombe.

Il Tango, la Milonga e il Candombe sono parte della stessa radice africana ma con evoluzioni diverse.

Oggi il candombe in Uruguay è la parte più importante del Carnevale. Ballerine e tamburi si preparano tutto l’anno per questo evento, sfilano per le strade dei paesi e delle città prima di sfilare nel carnevale uruguaiano!

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El candombe es una manifestación cultural de origen negro – africano y que tiene mas significado en la cultura uruguaya en los últimos doscientos años, porque fue reconocido por la Unesco como Patrimonio de la Humanidad. La
manifestación cultural tiene su origen con la llegada de los esclavos de África. En Argentina y Brasil existen en menor medida manifestaciones propias de candombe.

El candombe uruguayo actualmente se toca con tres tambores: chico, repique y piano y se fusiona con piano, guitarra, y otros instrumentos.
El candombe nace en la época colonial por los africanos esclavos que llegaban en el puerto de Montevideo que era el principal centro comercial de trata de esclavos junto a Cuba, y se transformó como el mayor medio de comunicación, danza y religión. Por primera vez la palabra aparece escrita por el escritor Isidoro de Marìa (1808-1829).

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La origen remonta al siglo 18 en el Virreinato del Rìo de la Plata (lo que hoy es Argentina y Uruguay) con tamboril y gente típica. El candombe viene de la actual Angola y llegó desde ahí a Sudamérica en los siglos 17 y 18 por los esclavos vendidos en algunos países de Africa por tratantes principalmente portugueses. El candombe tiene elementos de la religión bantú y la católica. Lo que colonizaron Brasil (la zona de Salvador de Bahìa), Cuba y el Rìo de la Plata con Buenos Aires y Montevideo son portadores de la misma cultura. Detrás de cada región hay historias distintas y la vestimenta se utilizaba en días de fiesta para conmemorar los días religiosos de la cultura.

Los negros se mezclaron con la cultura común de los países. El candombe se convertiò en emblema que representa la negritud, gracias a algunas familias y grupos que se fortalecieron en torno al candombe.

El Tango, la Milonga y el Candombe forman un tríptico musical proveniente de la misma raíz africana con evoluciones distintas.

Hoy el Candombe en Uruguay es la parte más importante del Carnaval. Bailarines y tambores se preparan todo el año para el evento …desfilando por las calles de pueblos y ciudades antes de desfilar en el Carnaval uruguayo!

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El chivito: Il re dei panini sudamericani

Il chivito è uno dei piatti più caratteristici del Uruguay, compierà tra poco 70 anni e ha una bella storia alle spalle. Il pane e la carne di bovino sono accompagnati dall’uovo, le olive, il formaggio, il prosciutto, la pancetta, il peperone….l’insalata e il pomodoro che ne fanno “insieme alla carne alla griglia uno dei piatti più caratteristici del paese”.

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Questo “panino” è nato un giorno per caso in un ristorante a Punta del Este nel 1946, quando il proprietario del ristorante “El Mejillòn” Antonio Carbonaro si mise ad improvvisare un panino su richiesta di una cliente argentina che era arrivata lì di mattina presto ordinando “carne di chivo”. Questa carne di capra è tipica in Argentina, ma non molto usata in Uruguay, quindi il proprietario unisse al pane, carne di bovino con quello che era rimasto a quel ora del mattino. Il panino ebbe successo, piacque molto alla signora argentina che tornò lì altre volte, e la notizia si diffuse.

A quei tempi Punta del Este era una zona turistica estiva che viveva il suo massimo splendore. A Punta del Este nel 1951 ci fu l’inaugurazione del Festival Internazionale del Cinema e così era visitata da molti famosi e VIP dell’epoca come il famoso comico messicano Cantinflas che disse che il “chivito” era una delizia! Oppure il grande Ernesto Che Guevara che per questioni politiche arrivò in Uruguay, mangiò molti chivitos lì! Originalmente questa specialità era composta solo da pane, carne e prosciutto…oggi si trova con diversi ingredienti in quasi tutti i ristoranti del paese…e a volte non proprio “light”! Così il civito diventò famoso anche internazionalmente come in Messico e a Cuba!

Oggi si trovano anche libri e leggende sul famoso “paninone uruguaiano”. Il ristorante El Mejillòn con nome maritino (traduzione “La cozza”) era diventato famoso per la carne e con la maggior vendita di carne di bovino del paese! Nel 1961 Carbonaro vendette il locale e dopo 10 anni purtroppo l’attività chiuse, ma la sua storia ha oltrepassato le frontiere!

Chi arriva in Uruguay non può perdersi il chivito… questo paninone tipico si trova in quasi tutti i locali del paese da gustarsi in varie versioni..attenzione però a non esagerare se avete lo stomaco delicato!

El chivito el rey de los sandwiches de carne

El chivito, el desbordante sandwich uruguayo va a cumplir ya 70 años y tiene su historia. El pan y la carne de vacuno están acompañado por el huevo, las aceitunas, el queso,el jamón, la panceta, el pimiento,,, la lechuga y el tomate en el que “junto al asado es uno de los platos más emblemáticos del país”. 

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Se creò casualmente en 1946 por Antonio Carbonaro el propietario del restaurante “El Mejillón” en Punta del Este y difundido después por todo Uruguay. Hoy el chivito se puede encontrar en todo el territorio nacional con diferentes sabores y variaciones, en los locales y restaurantes uruguayos. Cuando nació el chivito en Punta del Este, el balneario internacional vivió momentos de gran esplendor, pasaron por ahi las estrellas mas importantes, después del la inauguración del Festival Internacional del Cine en 1951. Hasta Cantinflas (comediante mejicano) cuenta en un entrevista al diario El Paìs en el 1958 que “el chivato es una delicia! “. El rey de los sandwiches llega también hasta Cuba, gracias a Ernesto Che Guevara que llega a Punta del Este por reuniones y se comía chivitos todos los días.

El chivito original tenia solo carne, jamón y pan…con el tiempo se integraron más ingredientes, a veces no exactamente “light”. El Mejillòn el restaurante con nombre marítimo se convertiò en el restaurante con emblema càrnicos del paìs con un consumo muy alto de carne de vacuno. La historia cuenta con una clienta argentina que un dia llega a este restaurante de Punta del Este pidiendo carne de chivo (tipica de Argentina pero no en Uruguay) y Antonio Carbonaro preparò algo en el momento con una tipica carne de vaca uruguaya. Como era por la madrugada, el le echaba lo que sobraba en aquel momento y el chivito era el resultado. A la mujer le encantó!! Hoy dia existen libros también sobre el chivito y se encuentra en casi todos los restaurantes de Uruguay. El restaurante se vendió en el 1961 y después de 10 años cerro definitivamente, pero pasò ser leyenda sin fronteras.

Expo Prado, Montevideo

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L’evento agricolo più importante dell’ Uruguay è organizzata dalla Associazione agricola del Uruguay;  si tratta dell’ Expo Prado tenuta a Montevideo ogni anno.  Qui troviamo cultura, agricoltura, animali e spettacoli con i gauchos, tipici contadini dell’Uruguay. Ogni anno più di 30.000 persone visitano l’esposizione nei 12 giorni che ha luogo. Ideale per chi viene da fuori per conoscere tutto sulla cultura della campagna uruguaiana!

El principal evento agricolo- ganadero del paìs Uruguay organizado por la Asociaciòn Rural de Uruguay se tiene cada año en El Prado en Montevideo.  Durante los 12 dìas del evento màs de 30.000 personas visitan la exposiciòn que ofrece atraciònes y curiosidades para todos.

Expo Prado is the main rural event of Uruguay, organized by the  Farming Association of Uruguay  in the botanic garden of the capital of Montevideo. It is organized every year and it is visited by more than 30.000 people during the 12 days of exposition. Here we find culture, agriculture, animals and shows with gauchos (typical Uruguayan farmers).

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Tosatura di animali come pecore anche gustandosi un mate caldo…che non può mancare!

Esquila de las ovejas saboreando mate que no puede faltar nunca!

Shearing of sheep while tasting mate, the typical South American tea!

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Cavalli di razza che vengono puliti e pettinati per l’occasione dell’expo!

Caballos de raza que se lavan y peinan para la exposiciòn!

Thouroughbred are washed for the exhibition!

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Gli spettacoli dei gauchos ci insegnano come radunano a cavallo le mucche.

Los expectaculos de los gauchos con los caballos nos enseñan como encerrar las vacas!

The shows of gauchos on horses are really  interesting. They show how farmers gather cows on horses!

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Tra le attività del Expo troviamo: premiazioni di animali, macchinari e prodotti agricoli, concorsi, tecnologia, genetica, tradizione e campagna, innovazione, conferenze, negozi, gastronomia, spettacoli life,  musica, divertimento per giovani e bambini.

Entre las actividades del Expo encontramos: premiación de animales reproductores, maquinarias y productos, concursos, tecnología, genética, la tradición y el campo con innovaciòn, conferencias, negocios, gastronomía, espectáculos en vivo, música, diversión para los niños, educación y tambièn diversiòn nocturna para los jovenes.

Between the activities of the Expo Prado we find: award ceremony of animals,  machinery and farming  products, competitions, technology,  genetics, tradition and countryside with innovation, conferences, shops, gastronomy, live shows, music and entertainement for children and young people!

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Nei negozi all’interno dell’ Expo si trovano i  prodotti agricoli e accessori dei gauchos come stivali, berretti, selle, cinture e così via… e tutti alla moda!

En las tiendas se encuentran todos los accesorios de los gauchos como sobreros, botas, cinturones, monturas y todo moderno!

The shops of the Expo offer rural products and accessories of gauchos as hats, boots, belts, saddles and much more .

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I più golosi trovano caramelle e dolci di ogni genere ai chioschi.

Los amantes de los dulces encunetran todo tipo de dulces y golosinas en los quioscos!

Gourmands can choose between sweets and churros in the  stands all around!

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E per terminare una buona grigliata con carne locale non poteva mancare…si trovano diversi ristoranti all’interno con piatti di carne!

Al final encontramos un buen asado y diferentes tipos de platos de carne uruguaya para saborear!

The restaurants offer  the typical asado , the grilled meat with Uruguayan meet!

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Il mate, il tè sudamericano

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Quando arrivate in alcuni paesi del Sudamerica vedrete molte persone camminare con un mate con bombilla (specie di cannuccia chiamata anche tacuapi in lingua guaranì e bomba in Brasile) nella mano e un thermos sotto braccio. Benvenuti nella terra del mate! Quì lo si beve durante tutto il giorno e ovunque  in macchina, in autobus, in piazza e persino negli uffici pubblici!

L’Argentina è il principale produttore di mate, ma la bevanda è diffusa anche in Uruguay, Paraguay, Brasile, Cile meridionale e anche in alcune delle località della Bolivia.

 Il mate è il nome del contenitore da cui si beve l’infuso e deriva dalla parola quechua matì che significa “contenitore di zucca”. In origine  caa-i-guà che in guaranì significa “ciò che deriva dalla yerba”. La parola è stata cambiata dagli spagnoli a mati fino diventare mate. I mate si trovano in vari materiali, forme e decorazioni, i più caratteristici si ottengono dalla zucca, Lagenaria vulgaris è la zucca che gli indigeni guaranì utilizzavano come contenitori.

Cos’è il mate? Vorrei specificare che il mate non è una droga! Ma si potrebbe dire che è il tè dei sudamericani. Mate è il nome sia dell’infusione yerba mate sia del particolare contenitore da cui si beve con la bombilla, servendo acqua calda da un thermos.

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Il mate può essere bevuto da soli o in compagnia, nell’ultimo caso si condivide dallo stesso contenitore e dalla stessa bombilla, qui si parla di una mateada, cioè bere il mate insieme con altre persone. In questo caso ci sarà sempre un cebador, chiamata una persona che serve il mate.

Il cebador lo beve per primo e poi ogni volta che finisce l’acqua nel mate lo serve e lo passa a tutti i partecipanti. Nel mio caso il mio miglior cebador è mio suocero che con tanta pazienza e dedizione serve il mate a tutti che si siedono con lui, spesso in cerchio e “picando” (mangiando) qualcosa. Di solito si serve con dolci come alfajores (due biscotti uniti con dulce de leche o marmellata) oppure con biscotti salati, ma a dire il vero con qualsiasi stuzzichino si gradisce! Mio suocero adora il mate dolce e quindi ci aggiunge zucchero all’acqua del thermos. Molti lo bevono amaro e devo dire che anche a me piace ogni tanto così.

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Un consiglio che vi do è di non rifiutare il mate se siete invitati (anche se vi fa schifo bere dalla stessa bombilla) perché può essere interpretato come maleducazione!

All’inizio mi faceva un po’ senso bere tutti dalla stessa bombilla, ma una volta abituata e soprattutto quando ho imparato a non scottarmi e a non metterci tutta la bocca, ma di appoggiarci solo le labbra, non ci ho più pensato. Comunque il mate non si beve con sconosciuti, solo con amici o conoscenti (anche se per me erano molti sconosciuti all’inizio). Penso che il massimo per gli uruguaiani sia bere il mate con tortas fritas, specie di frittelle dolci o salate fatte con farina fritte in grasso di mucca  grasa …dicono che sia più sano friggerle nel grasso che nell’olio (??)

 Il mate ha anche delle proprietà benefiche tra cui nutritive,vitaminiche, cardio- protettive, digestive, antinfiammatorie e diuretiche e può essere bevuto da tutti, anche dai bambini.

Ogni confezione contiene ca. 95% di yerba mate ed il resto  erbe aromatiche come: menta peperita, tiglio,boldo,salvia, menta,camomilla. cedrina, incayuyo e poleo. Si trovano diverse marche e diverse miscele di mate, ce n’è per tutti i gusti.

Per iniziare a bere un mate, l’ideale è berlo in una giornata di pioggia con torta frita ed in compagnia degli amici… buona mateada!

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Mate el tè de los sudamericanos

 Cuando lleguen en algunos paìses de America del sur vedràn muchas personos andar con un mate con bombilla (cañita llamada tambièn tacuapi en lengua guaranì y bomba en Brasil) en la mano y un thermos bajo brazo. Bienvenidos en la tierra del mate! Aqui si toma durante todo el dìa, en el coche, en el autobùs -omnibùs-, en la plaza y tambièn en las oficinas pùblicas!

Argentina es el mayor productor de mate, pero la bebida se toma tambièn en Uruguay, Paraguay, Brasil, Chile del sur y en algunas partes de Bolivia.

 El mate toma su nombre del vaso donde se bebe la infusiòn y la palabra quechua matì significa “vaso de calabaza”. Originalmente la palabra caa-i-guà que viene del guaranì significa “ lo que viene de la yerba”. La palabra se cambiò con la llegada de los españoles de mati hasta mate. Los mates se encuentran en diferentes materiales, formas and decoraciones y los màs caràcteristicos se hacen con la calabaza, llamada Lagenaria vulgaris que es la calabaza de los indìgenas guaranì.

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Que es el mate? El mate no es una droga! Pero se puede definir como el tè de los sudamericanos. Mate es el nombre de la infusiòn yerba mate y tambièn del contenedor donde se toma el mate con la bombilla, echàndole aqua caliente desde el thermos.

El mate se puede tomar sòlos y en compañia, en el ùltimo caso se comparte con el mismo vaso y la misma bombilla y se llama mateada que significa tomar mate juntos en grupo. Aquì se encuentra el cebador que ceba el mate, lo toma por primero y lo sigue sirviendo a los demàs que partecipan a la mateada. Mi mejor cebador es mi suegro que con mucha paciencia ceba el mate para todos que estan sentados con èl, muchas veces en un circulo picando algo.

El mate se suele tomar con alfajores, dos biscochos unidos con dulce de leche o marmalada, o con biscochos salados. Pero se puede tomar con lo que uno desea. Mi querido suegro ama el mate dulce y le añade azucàr a el agua del thermos. Muchos toman el mate amargo y tengo que decir que a mì tambièn me gusta tomar amargo.

Un consejo que les doy:  no rechazen el mate cuando se les ofrece porquè es maleducaciòn! En principio me diò un poco de azco tomar todos de la misma bombilla, pero despuès de quemarme con àgua y cuando aprendì tomar con los labios y de no meter toda la boca en la bombilla, me acostumbrè! Normalmente el mate se toma solo con amigos y conocidos, aùnque  yo en principio no conocìa a los que tomaban conmigo. Los uruguayos toman a menudo el mate con tortas fritas, que estan hechas de harina freida en grasa de vaca, ellos dicen que es màs sano que con aceite.(??)

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El mate tiene propriedades beneficas como nutritivas, vitaminicas, cardio protectivas, digestivas, antiinflamatorias y diùreticas y todo el mundo lo puede tomar!

Cada confeciòn lleva 95% de yerba mate y el resto son hierbas aromaticas como menta, tilo, boldo, salvia, manzanilla, cedro, incayuyo y poleo. Se encuentra distintas marcas con distintas mezclas de mate.

Bueno un dìa de lluvia uruguaya es ideal para empezar a tomar un mate con torta frita y conversar con los amigos… buena mateada!

Mate, the Southamerican tea!

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Arriving to some countries of South America you will see lots of people walking with mate and a bombilla (a kind of straw called also tacuapi in guaranì language and bomba in Brazil) in one hand and a Thermos bottle under the arm.

Welcome to the land of mate! Here people drink mate the whole day and everywhere in the car, in the bus, in the square and even in public offices!

Argentina is the main mate producer, but the drink is spread also in Uruguay, Paraguay, Brazil, South of Chile and also in some region of Bolivia.

Mate is the name of the box where people drink out of the infusion. The word comes from Quechua matì that means “pumpkin box”. Originally called caa-i-guà from Guaranì language that means “what comes from the weed”. The word was changed when Spanish arrived to South America and became first mati and later mate, due to a easier pronunciation. Mate can be found in different materials, forms and decorations. The most characteristic mate are made out of pumpkin, the Lagenaria vulgaris is the pumpkin of the native guaranì who used it as a box.

What’s mate? I would like to specify that mate is not a drug! But we can say that it is the tea of South American people! Mate is the name of the infusion yerba mate (the plant) as well as the box from that people drink out with the bombilla straw, while serving hot water from the Thermos bottle.

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Mate can be drunk alone as well as in company. In the last case it will be offered from the same box and bombilla and we called it mateada that means taking mate together with more people. Here we find always a cebador, someone who prepares and serves the mate. The cebador is the first person to try the drink and serves hot water as soon as it finishes also to other people sitting around in the circle.

My father-in-law is my best cebador who prepares mate with lots of patients together with some food snacks. Normally alfajores (two cookies with dulce de leche or jam in the middle) or salted cookies accompany the mate. My father-in-law likes sweet mate and adds sugar to the warm water in the Thermos. Lot’s of people like it bitter, without sugar and for me it’s the same sweet or bitter.

My advise is not to refuse mate if you are invited, because that means bad manners! At the beginning I felt disgust sharing the same mate with strangers, but after burning myself with warm water and learning not to put the whole mouth on the straw but just the lips, I get used to it. Anyway mate is taken just with friends or known people, even I didn’t know all the persons I drunk mate with. Uruguayan people like best take mate with tortas fritas, some sweet or salted pancake made with flour and fried in animal grease  (of cow), because they say that it is more healthy than oil.(?)

 Mate has also healthy proprieties as nutritious, cardio protective, digestive, anti-inflammatory and diuretic ones. Furthermore everyone can drink mate, even children.

Each confection contains around 95% of yerba mate and the rest are aromatic herbs as mint, lime, sage, camomile, lemon verbena, incayuyo and some more herbs. You can find different brands and mixture of mate, as someone likes. In order to begin drink mate it is advised to drink it on a rainy day together with torta frita and in company with friend…have a good mateada!

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